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Italia Oggi

Etichetta speciale per il rosè fatto col metodo tradizionale ... Il Comitato europeo di gestione del vino sdogana così i vini miscelati... Una etichettatura speciale, con su scritto “metodo tradizionale” distinguerà i veri vini rosati da quelli che si potranno ottenere mischiando bianco e rosso. Lo hanno deciso ieri, all’unanimità, gli esperti rappresentanti dei ventisette stati membri dell’Unione europea (con l’astensione della Francia). I1 via libera giunge, in particolare, dal Comitato di gestione del vino, che si è espresso sulla proposta della commissaria europea all’agricoltura, Manann Fischer Boel, di riconoscere la produzione europea di vero vino rosè, tramite un’etichettatura facoltativa con la dicitura “vino rosè tradizionale”. Va detto che la decisione finale dovrà essere presa il 27 aprile prossimo venturo. E che i produttori, in particolare quelli francesi, non apprezzano la decisione. Avrebbero, infatti, preferito che fosse proibito produrre un vino rosato “fasullo”. Ma gli altri stati membri dell’Unione, Italia inclusa (e produttrice di vino rosé) hanno fatte muro e hanno ceduto alle pressioni della Commissione europea, con lo scopo di creare un mercato più “aperto”, in particolare verso la Cina. Infatti, i grandi concorrenti di Francia e Italia in questo settore, e cioè australiani e sudafricani, già da tempo producono un vino di colore rosa che chiamano rosè. Il vero rosato, invece, si produce da uve rosse, fermentato e private al più presto della buccia. Questo nettare avrà dunque diritto ad avere una etichetta che indichi che è prodotto con il metodo tradizionale, mentre gli stati membri dell’Unione potranno introdurre una norma più restrittiva, che imponga ai produttori nazionali di vino di colore rosa di scrivere in etichetta che è frutto di “miscelazione”. Il via libera comunitario in Italia ha trovato reazioni discordanti tra i produttori. Se per Confagri “la dicitura “vino rosé tradizionale” è un segnale positivo per la difesa delle produzioni vinicole di pregio”, anche se “sarebbe stato più opportuno imporre l’obbligo di indicare in etichetta il prodotto ottenuto dal taglio di vino rosso e bianco”, per Coldiretti “il via libera comunitario alla commercializzazione di vino rosé ottenuto miscelando vini bianco e rosso è scandaloso”. Per la Cia, invece, la decisione Ue va nella giusta direzione, perché in questo modo si tutela e si valorizza un metodo di lavorazione che ha tradizioni profonde nella nostra vitivinicoltura”.

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