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Italia Oggi

Il Grottino di qualità ... Salto di qualità per il grattino di Roccanova che, da Igt, passa a Doc. Accolta dal Comitato nazionale vini la richiesta della Regione Basilicata per le denominazioni di origine “Grottino di Roccanova” Rosso, Rosso Riserva, Bianco e Rosato, che potranno essere prodotte solo nei terreni siti in Roccanova, Sant’Arcangelo e Castronuovo di S. Andrea, tutti in provincia di Potenza. Vediamo i tratti salienti del nuovo disciplinare di produzione. Per quanto riguarda la base ampelografica, la varietà rosso prevede un 60% a Sangiovese, ed una percentuale dal 5 fino al 30%, alternativamente di: Cabernet Sauvignon, Malvasia Nera di Basilicata o Montepulciano per il 10% possono concorrere alla produzione della Doc altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Basilicata. Le stesse percentuali e varietà di vitigni sono previsti anche per il rosso riserva e per il rosato. Per il bianco, invece, l’80% è appannaggio della Malvasia bianca di Basilicata, mentre il rimanente 20% è dato da altri vitigni a bacca bianca coltivati in Basilicata. La produzione massima di uva per tutte e 4 le tipologie è pari a 80 quintali per ettaro, mentre il titolo alcolometrico volumico naturale minimo varia. Per il rosso è pari a 12% vol., per il rosso riserva è di 13% vol.,per il bianco è di 11% vol. e per il rosato è di 11,5% vol. Per tutelare la qualità dell’uva, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa ad ettaro non potrà superare i limiti previsti, con un margine di tolleranza del 20%, calcolato sulla produzione globale. L’esubero potrà essere destinato, se ne sussistono i requisiti, all’ottenimento della Igt Basilicata. In caso contrario, l’intera partita non potrà essere rivendicata a Doc Grottino di Roccanova. Lo stesso dicasi per la resa uva/vino che non può andare oltre il 70%, con un margine del 5%. Per la commercializzazione del prodotto i tempi minimi sono 9 mesi per il rosso, 36 mesi per la varietà riserva e 5 mesi per bianco e rosato.

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