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Italia Oggi

L’Uiv: giugno non premia ... L’Export di giugno all’insegna del risparmio non premia la qualità del Made in Italy. Prezzi medi in calo e volumi in aumento per i prodotti che puntano sul prezzo, chiudono male il primo semestre 2009 per il vino italiano. Secondo le rilevazioni dell’Uiv (Unione italiana vini), dopo un maggio che aveva acceso la speranza di una ripresa del mercato, giugno fa scendere sia gli ettolitri, che passano da 1,8 milioni a 1,6 milioni mensili, che gli incassi, che dai 292 milioni di euro al mese passano ai 281 milioni di euro. Guardando ai sei mesi e al consolidato su volumi e valori il quadro è abbastanza chiaro. I primi segnano un aumento del 6,5%, pari a 8,95 milioni di ettolitri, mentre i secondi calano del 7,5%, vale a dire a 1,6 miliardi di euro (quasi 130 milioni in meno dei primo semestre 2008). Preoccupante il valore del prezzo medio al litro, che perde un 13% e si attesta su 1,77 euro. Andando nel dettaglio delle produzioni, i rapporti valore/volume meno vincenti sono quelli degli spumanti e dei vini in bottiglia, mentre lo sfuso tutto sommato tiene. Per le bollicine l’incremento delle quantità di un 10% non viene premiato dai ricavi che scendono del 18% con un prezzo medio ridotto del 25%. Per l’imbottigliato la crescita dei volumi è del 5% mentre gli incassi calano del 6% e i listini dell’11%. Lo sfuso cresce e cala in linea (+9% i volumi, -8% i valori e 50 centesimi al litro). Il dettaglio dei paesi offre un panorama non positivo ma a tratti consolante. Il pensiero va alla Germania, alla Gran Bretagna e ai paesi scandinavi in Europa. La prima aumenta valori ed incassi (da 262 milioni a 292 e da 356 a 367 milioni di euro di ettolitri) pur pagando il 7% in meno al litro rispetto allo stesso periodo del 2008. La Gran Bretagna aumenta anch’essa la richiesta di forniture, passando dai 124 milioni di ettolitri del semestre 2008 ai 137 milioni del 2009, ma cala i listini di quasi il 19%. Gli scandinavi, invece, crescono del 6% in valore e del 16% in volumi. Male, invece gli Stati Uniti con un -8% a volume, quasi un -16% sui valori, e tagli sui prezzi dell’8%, che arrivano al 20% per gli spumanti e un -10% sui volumi dell’imbottigliato accompagnato da un -17% sui valori.

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