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Italia Oggi

Verso il federalismo del vino ... Alle regioni più potere su riconoscimenti Doc e Igt... Nuova Ocm/Domande e istruttorie su scala territoriale. E nasce l’Albo dei vigneti... Regioni quale viatico in Europa delle Denominazioni d’origine vitivinicole, sanzioni che si spalmano su tutta la filiera e burocrazia più snella e meno cara per chi produce. Sono queste le principali novità previste dalla prima bozza di modifica della legge n. 164/1992, che disciplina la tutela delle denominazioni di origine dei vini, arrivata, dopo 17 anni, al suo primo restyling. Già presentata alle regioni, martedì prossimo la bozza verrà sottoposta al Comitato Nazionale Vini e il lunedì successivo alle organizzazioni professionali per ritornare poi al Mipaaf per eventuali modifiche. I cambiamenti sono sostanziali e necessari, sia per tenere conto della nuova Ocm vino sia per adeguarla alle mutate esigenze del mondo imprenditoriale a cui si riferisce.

Ruolo delle Regioni. Come anticipato, un ruolo centrale spetta alle Regioni. Esse, infatti, si troveranno a gestire le pratiche per il riconoscimento e la modifica delle Doc e Igt; a decidere, con le organizzazioni di prodotto, chi farà parte del Comitato Nazionale Vini (dopo il 2011); a dare l’input per lo snellimento delle pratiche. Il sistema della nuova Ocm vino è ora speculare a quello previsto per gli altri prodotti Dop e Igp dell’agroalimentare. Esso ora abbina a una prima procedura nazionale una successiva procedura comunitaria che si conclude con la registrazione. Il ruolo delle Regioni e Province autonome è centrale sia nella fase preparatoria che in quella di esame delle proposte di riconoscimento. Spetterà, infatti, agli enti territoriali presentare le domande, dopo aver effettuato una preliminare valutazione dei requisiti, e in ambito di istruttoria ministeriale, collaborare attivamente con il dicastero. Lo stesso dicasi per le revisioni successive al riconoscimento.

Burocrazia più snella. Un’unica gestione centralizzata per l’albo vigneti Doc e quello delle vigne Igt e meno adempimenti a carico dei produttori per le dichiarazioni obbligatorie (schedario), con l’obbiettivo di migliorare l’efficienza ma anche di ridurre gli oneri economici. L’albo sarà uno solo denominato “Albo dei vigneti”, verrà gestito centralmente dai servizi del Sian nell’ambito dello schedaro vitivinicolo e passerà le informazioni alle strutture periferiche (Regioni, Enti e Organismi autorizzati). In questo modo i produttori dovranno presentare un’unica richiesta allo schedario vitivinicolo per ottenere l’iscrizione dei vigneti all’Albo. Lo stesso vale per le denuncie di produzione che, tramite il Sian, raggiungono anche le Camere di commercio, abilitate a consultare il sistema informatico centrale.

Sanzioni. Viene modificato l’impianto sanzionatorio all’insegna della massima tutela del livello qualitativo delle produzioni vitivinicole. I tratti salienti sono quattro: equiparare le sanzioni a quelle previste dagli altri prodotti Dop e Igp; individuare nell’Icq l’organismo che dovrà accertare le violazioni ed irrogare le relative sanzioni; estendere il controllo e le sanzioni su tutta la filiera e non più solo sui produttori, coinvolgendo così anche gli Organismi di controllo e i Consorzi di tutela; una differenziazione delle sanzioni proporzionate ed adeguata all’illecito.

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