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Italia Oggi

Cappuccetto Rosso a Berlino ... Il Rotkäppchen, storico spumante dell’Est, sta sostituendo il prosecco italiano... Dal crollo del Muro: da 3 a 100 mln di bottiglie... I tedeschi amano il prosecco italiano, tanto che ormai a Berlino si parla di una Prosecco generation, i nuovi vip della repubblica di Frau Merkel. Ma è probabile che la signora Cancelliera, a Capodanno, brinderà con Cappuccetto Rosso. Anche lei vittima della Ostalgie, gioco di parole tra Ost (Est) e Nostalgie, nostalgia per i vecchi tempi della Ddr. Il prosecco italico per tutti i giorni; Rotkäppchen, Cappuccetto Rosso, lo storico spumante dell’Est, per le occasioni da celebrare. Sono pochi i prodotti della Germania comunista sopravvissuti alla riunificazione. Le creme di bellezza della Florena, i detersivi della Spee-Waschmittel e, appunto il Sekt, che dal 1856 viene prodotto a Freyburg an der Unstrut. Ai tempi della cortina di ferro, lo spumante, soprattutto nella versione rosé, era il preferito dalla Nomenklatura. Si brindava con il teutonico Cappuccetto Rosso anche al Cremlino, preferendolo ai dolciastri spumanti della Crimea. Non è che il Rotkäppchen sia secco, ma era comunque meglio. Le prime 6 mila bottiglie vennero imbottigliate oltre 160 anni fa nella cantina di casa dei fratelli Moritz e Julius Kloss. Fu l’inizio del successo. Nel 1945 la fabbrica in Sassonia Anhalt si trovò dalla parte sbagliata e finì confiscata dai sovietici; Günther Kloss, il nipote dei fondatori, fu arrestato. Statalizzata, la Rotkäppchen non conobbe crisi: al momento del crollo del muro si bevevano ancora oltre 15 milioni di bottiglie. Questa era la quantità stabilita dal piano statale anno per anno: né una bottiglia di più, né una di meno. Si facevano i conti anche con l’importazione di uva dall’estero, ovviamente contingentata per questioni valutarie: nei 650 ettari di vigneto in Sassonia si produceva appena il 2% della quantità necessaria. Con il Muro crollò anche la produzione: appena 2,9 milioni di bottiglie. Gli ex tedeschi dell’Est volevano acquistare solo prodotti occidentali: dalle auto agli abiti, allo spumante. Ma la ripresa iniziò subito. Nel 2002 si giunse a produrre oltre 40 milioni di bottiglie. Tanto che, quasi un caso unico, l’ex ditta dell’est ha acquistato l’occidentale Mumm, altra tradizionale fabbrica di spumante tedesco. Nel 2007 sono stati venduti 80 milioni di bottiglie di Cappuccetto Rosso, pari al 26,5% del mercato. Oggi si stima che le bottiglie siano 100 milioni. Da preferire la qualità Rubin, dal colore rosso cupo. Non per nostalgia ideologica. Per i tedeschi è chic bere come i bonzi del regime, mentre i neo-miliardari russi si scolano champagne da 2 mila euro a bottiglia. Ma, si sa, gli amici di Putin non sono maestri di eleganza.

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