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Italia Oggi

… Il vino italiano seduce New York … Vinitaly sbarca a Chelsea, consumatori in fila. Il futuro? Il Texas… Il tour americano della rassegna vinicola fa tappa a Eataly. Bene i consumi Usa e la risposta dei buyer… Un paradiso della gastronomia italiana a New York, dove, tra prosciutti, salami appesi al soffitto e scritte sui muri lasciate da Sophia Loren, perfino le targhette della toilette, per signori e signore, sono in lingua italiana. È qui che Vinitaly organizzata da Veronafiere ha offerto in settimana i vini d’Italia a degustatori, produttori e non solo. Una sorta di nuova Little Italy nella Grande Mela, nel bel mezzo di Chelsea. La location è quella di Eataly, da poco inaugurata nella Grande Mela; la stessa che ospiterà il Vinitaly tour a dicembre. “Quest’area dedicata al made in Italy è una spinta al mercato vinicolo italiano”, ha chiosato Giovanni Mantovani, direttore generale Veronafiere durante la manifestazione, “un nuovo canale distributivo da utilizzare direttamente per la promozione dei nostri prodotti”. Per la prima volta il vino è stato accompagnato da taglieri di salumi, tortellini Giovanni Rana e lezioni di cucina organizzate da italo-americani. Più di 500 le presenze tra buyer ed enoteche per le oltre 60 aziende espositrici. II tutto, mentre file interminabili di statunitensi tentavano insistentemente di partecipare all’evento. Nonostante il caos e i 55 euro di biglietto d’entrata. Nel corso della manifestazione i professionisti del vino hanno confermato l’incremento del consumo di bollicine in terra Usa. A crescere è soprattutto il Prosecco. Nel primo semestre 2010, gli spumanti hanno segnato in valore un +19,5%, pari a 27,3 min di euro. E anche l’Amarone della Valpolicella e i vini piemontesi sono tornati bandiere del made in Italy in America. Nei primi sei mesi dell’anno, il Belpaese ha esportato 1.082.990 ettolitri di vino per un valore di 521 min di dollari, con un aumento rispettivamente del 10,5% e dell’11,6%, raggiungendo una quota di mercato del 32,5% fra i vini importati. Così, dopo Cina, India, Russia, Giappone e diverse città degli Stati Uniti (tra cui Chicago, Miami, Los Angeles e Las Vegas), ora Vinitaly vuole approdare in altri stati americani e, perché no, nel vecchio Far West. “Mentre sulle due coste degli oceani il mercato è radicato”, ha spiegato Mantovani, “c’è un’altra America da scoprire, quella di mezzo, dove abitano milioni di persone che, per la prima volta, si stanno affacciando al consumo del vino”. Infatti, uno degli appuntamenti del Vmitaly 2011 in America farà tappa in Texas, dove importatori, ristoratori e esponenti del mondo del vino contattano, già da tempo, le istituzioni italiane, affinché organizzino eventi nelle loro città: Houston, città in cui la cucina italiana offre grandi sorprese, è in cima alla lista.

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