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Italia Oggi

… Più modernità in bicchiere … La vita e le passioni di Luigi Soini, direttore generale Cantine Produttori Cormons… In Italia è stato il vino a fare le aziende, non viceversa Bisogna svecchiare un settore poco evoluto commercialmente… Si augura che il vino italiano torni prepotentemente alla ribalta: “Ha vissuto come tutti noi al di sopra delle sue possibilità con aspettative non reali rispetto alle prospettive. È stato, purtroppo, il vino a fare le aziende, non viceversa. Oggi questa
contraddizione si paga”. Per Luigi Soini, direttore generale Cantine Produttori Cormons, l’azienda che dirige avrà un futuro certamente migliore, come l’evoluzione di un grandissimo vino. “Occorrerà”, sostiene, “lavorare meglio, con i piedi per terra e modernizzare un settore che non si è mai evoluto commercialmente”. Puntare sulla tecnologia, sull’evoluzione è il suo obiettivo. L’azienda 10 anni fa si è dotata di una rete agrometereologica elettronica grazie alla quale si risparmiano risorse e fatiche ai 200 viticoltori che sono soci della Cantine Produttori Cormons. Nel 2002 sono state progettate, brevettate e poste in funzione le presse refrigeranti che consentono l’estrazione delle sostanze benefiche per il corpo presenti nell’uva che con una normale lavorazione non avrebbero la possibilità di essere assimilate. Puntare sull’innovazione sarà uno degli obiettivi di quest’uomo che al vino ha dedicato tutta la sua vita. Sempre in camicia bianca e cravatta, con abiti acquistati dalla moglie, il direttore generale della Cantine Produttori Cormons è un uomo per certi aspetti un “po’ fuori dal coro”. Ha sempre e solo orologi da taschino con le fasi lunari, non importa di quale marca. “Amo Venezia proprio perché ha ritmi diversi da qualsiasi altra città ma se voglio star solo mi rifugio sotto un albero. Resto solo con me stesso, con i miei pensieri, posso pensare alla mia famiglia, ai miei tre figli, al mio lavoro”. Sa tutto di Pinot grigio, di Verduzzo, di Refosco dal Peduncolo Rosso, dello Schioppettino e del Tocai ma anche di olio e di import visto che importa Raoul Collet, uno dei migliori champagne. Spera sempre di contribuire a creare qualcosa di nuovo. Il suo sogno è di accorgersi che un giorno l’uomo rispetterà se stesso e ciò che lo circonda e che il vino, i suoi vini del Collio, dell’Isonzo, dei Colli Orientali del Friuli, di Aquileia, del Carso, saranno sulla tavola di tanta gente, che tutti avranno imparato a bere e nel modo giusto. “Se oggi i conti tornano lo si deve alla lungimiranza dei vertici aziendali che hanno puntato sull’Europa e non hanno voluto, quando si poteva guadagnare molto, aumentare i prezzi”. E oltre ai prezzi c’è anche il lancio di nuovi prodotti a iniziare dal Pinot Grigio Rosander vinificato in rosso. “Disponiamo anche di negozi monomarca, alcuni dei quali gestiti direttamente come quello di Monaco di Baviera, che garantiscono un buon giro d’affari ma anche una grande visibilità”. Ma è intorno alla cantina di Cormons che va sempre il suo cuore. In quella vigna, La Vigna del mondo, dove sono raccolte più di 450 varietà di vitigni che provengono da ogni parte della terra. “La vendemmia viene fatta da ragazzi provenienti da ogni continente e le uve raccolte contribuiscono alla nascita di un vino unico per le sue caratteristiche e per il messaggio di cui è ambasciatore. Lo abbiamo chiamato il Vino della pace”. Le bottiglie, preparate in confezioni speciali, con etichette dipinte da artisti di fama mondiale, sono inviate in omaggio a tutti i governanti del pianeta. “È un invito”, dice “alla fratellanza e alla convivenza dei diversi”. Il vino può diventare, quindi, anche un messaggio di pace per Soini, che fra i libri preferiti annovera un classico come Alice nel paese delle meraviglie tradotto da Aldo Busi. Per esperienza, afferma che Ibm, nell’ambito dei computer non ha rivali, mentre è l’affidabilità la caratteristica più importante della sua Audi A6. Quando è a piedi, invece, Soini preferisce calzare scarpe Valleverde, scelte per la loro comodità.

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