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Italia Oggi

Zonin, terra e vite prima di tutto ... Recuperata la tradizione agricola. Che porta dritta ai clienti... Rispetto dei cicli della natura, ma sempre sperimentando, così l’azienda festeggia i suoi 190 anni... La ritrovata consapevolezza del rispetto della natura è ormai patrimonio di una bella fetta di vignaioli italiani. All’uso massivo della chimica in vigna, come in cantina, si va sostituendo l’adozione di pratiche che rispettano il ciclo della natura ed evitano il più possibile l’impatto con prodotti artificiali. Il risparmio energetico, poi, è diventato una pratica ormai radicata in molte aziende, dove l’uso di biogas, del fotovoltaico e, in misura minore, dell’eolico, stanno conquistando ampi spazi. La scelta del gruppo Zonin, che quest’anno festeggia, insieme al 1500 anniversario dell’Unità d’Italia, anche il 190° anniversario dell’azienda, non è solo ambientalista. Riguarda sensibili risparmi e ha il vantaggio di proporre prodotti di migliore qualità e quindi sempre più apprezzati dal pubblico. Il gruppo è forte delle sue nove tenute in Italia e della Barboursville vineyards in Virginia, un fatturato consolidato 2010 stimato in 105 mln (+14,5% sul 2009), 24 milioni di bottiglie prodotte, il 60% delle quali esportate in oltre 90 paesi. “Non abbiamo inventato nulla”, esordisce Francesco Zonin, vicepresidente, direttore commerciale e marketing del gruppo, “ma abbiamo recuperato la tradizione agricolturale italiana”. Sembra l’uovo di Colombo, ma non è così. Soprattutto se si considera che le scelte non vengono calate dall’alto dalla sede centrale di Gambellara. Partono dalle singole tenute, sono seguite, monitorate per anni e, se ottengono successi, sono allargate e talvolta adattate, alle altre realtà del gruppo. È il caso della tenuta maremmana di Rocca di Montemassi, dove è stata impiantata la tipica macchia mediterranea, che aumenta la biodiversità floro-faunistica; o della tenuta siciliana del Feudo Principi di Butera, dove è stata avviata la viticoltura biodinamica; o ancora il risparmio energetico: dopo l’avvio alla tenuta Masserie Altemura, in Puglia, entro cinque anni, tutte le tenute saranno energeticamente autonome, grazie al fotovoltaico di ultima generazione, mentre sono state avviate in alcune tenute le tecniche di irrigazione a goccia, con un consistente risparmio di energia e di acqua. Questa filosofia operativa si coniuga, ovviamente, con un quotidiano impegno per la qualità dei vini delle singole tenute. Anche in questo caso, non si procede a caso, ma con progetti pianificati. Il connubio con Denis Dubourdieu, preside della facoltà di enologia di Bordeaux e uno dei massimi esperti mondiali del settore, ha permesso ricerche e sperimentazioni in vigna e in cantina, prima impensate, che, dopo un decennio di sforzi, hanno dato i primi risultati l’anno scorso con il vino friulano Aquilis e il maremmano Rocca di Montemassi. Queste metodologie saranno allargate a tutte le tenute del gruppo. Ma tutto questo fervore d’iniziative dove porta? “A una maggiore qualità, ovviamente”, risponde Francesco Zonin, “ma anche a una visione più ampia dell’azienda e a una sua maggiore visibilità, nei confronti sia dei winemakers, sia dei clienti finali, passando anche per la distribuzione organizzata”. La forza dei marchi del gruppo, la qualità, i messaggi che esso veicola sono infatti un deciso atout da giocare con la gdo, che invece spesso tende a far prevalere il rapporto qualità/prezzo, i contributi per il posizionamento sugli scaffali a una più serrata collaborazione con i brand. La gdo, però non è tutto. Per avere un contatto più diretto con il consumatore finale, il gruppo Zonin ha affilato le armi della comunicazione e si è aperto ai social media, in Italia e all’estero. Si è da poco rinnovato il blog di Francesco Zonin, Wine is love, che sta assumendo il format di magazine online e che presto avrà una versione in inglese. Il gruppo è molto attivo sui media tradizionali e sui nuovi media anche in Usa, con campagne ad hoc, come quella in corso per il Prosecco. “Abbiamo in cantiere anche altri progetti”, aggiunge Zonin, “ma per ora è prematuro parlarne. Li stiamo studiando. Anche in questo ambito, noi pianifichiamo gli investimenti. Ci vorrà ancora tempo, prima di passare alla fase esecutiva”.

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