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Italia Oggi

I grandi cru italiani battono i francesi all’asta di Christie’s a Hong Kong ... Straordinaria rivincita dei grandi cm italiani nei confronti dei vini francesi all’asta di ieri da Christie’s a Hong Kong. Dopo i prezzi incredibili raggiunti nell’ultimo anno e mezzo dai grandi cru francesi, da Chateau Lafite a Chatean Margaux a Raut-Brion, l’ultima asta di “fine and rare wines” ha confermato clamorosamente il trend che era emerso anche dalla prima asta della stagione, dedicata tutta ai vini di Francia, con alcuni lotti invenduti e prezzi in forte calo. E così è stato anche nella seduta di ieri della seconda asta stagionale: anzi il tremi si è accentuato: per esempio il lotto 12 bottiglie di Chateau Margaux vendemmia 1998 che aveva un prezzo d’asta fra 32 mila e 45 mila dollari di Hong Kong (3.076/4.325 euro) è stato aggiudicato al prezzo minimo, che corrisponde a 256 euro la bottiglia; anche il lotto di Chateau Haut-Brion di 12 bottiglie della vendemmia di un annata superba come il 1985 è stato aggiudicato al minimo del valore d’asta, 30 mila dollari di Hk (2.883 euro); al- cmii lotti poi sono stati offerti dal battitore addirittura a prezzi inferiori al valore minimo di asta e addirittura in alcuni casi, nonostante il ribasso, non sono stati neppure aggiudicati.
Per contro, un folto assortimento di vini italiani, tutti facenti parte del Comitato grandi cru d’Italia, che finora erano quasi ignorati dalle aste della piazza dove i miliardari cinesi si accaparravano le etichette più note, ha spuntato prezzi ben superiori a quelli di valutazione d’asta. In particolare, spiega l’agenzia AdnKronos, si sono distinti i vini toscani classificati come super tuscan. Il lotto di 18 bottiglie li Ornellaia 1997 della famiglia Frescobaldi, che aveva una valutazione d’asta di fra 20 e 26 mila dollari di Hk (1.922/2.499 euro) è stato aggiudicato a 30 mila dollari di 11k (2.883 euro). Sei bottiglie di Masseto della vendemmia 2006 e 2007, sempre dei Frescobaldi, aveva un valore d’asta fra 20 e 26 mila dollari di 11k ed è stato aggiudicato a 28 mila dollari di 11k. li lotto di Tignanello dì Antinori, composto da 30 bottiglie delle vendemmie 1997, 2000, 2001 e 005, con un valore massimo d’asta di 20 mila Hkd (1.922 euro) è stato aggiudicato a 24 mila Hkd. Meno bene le 24 bottiglie di Solaia 2000 e 2001, sempre di Antinori, che hanno realizzato il prezzo minimo di 16 mila Hkd (1.538 euro). Non male anche i vini piemontesi e veneti. In particolare l’Amarone: l’Amarone classico di Allegrini, 12 bottiglie del 2001, sono state aggiudicate a 9 mila flkd (856 euro), comunque sopra gli 8 mila dollari di prezzo di riferimento.
La performance più grande è stata tuttavia di un altro vino super tuscan, anch’esso parte del Comitato grandi cru d’Italia, I Sodi di S. Niccolò di Castellare di Castellina. Le 12 bottiglie dell’annata 2006 con rating molto alti da Robert Parker (96/100) e da Wine Spectator (94/100), che Christie’s aveva messo in catalogo a un valore fra 4 mila e 6 mila Hkd è stato aggiudicato a 36 mila Hkd (3.460 euro). Per contro un altro vino della stessa proprietà, Baffonero, definito dal produttore challenger di Masseto (sono tutti e due maremmani, al 100% merlot), ha segnato il prezzo indicato in catalogo.

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