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Italia Oggi

Dalla tecnologia alla vigna ... L’amore per l’elettronica risale al liceo ed e la mia vita, con vecchi amici però mi sono messo anche a fare buon vino ... La carriera e i gusti di Cesare Avenia, presidente di Ericsson Telecomunicazioni … La vocazione per la tecnologia è nata quando ancora frequentava il liceo classico della sua città. Studiava Cicerone e Platone, ma gli piaceva molto la matematica, così quando si trattò di scegliere la facoltà universitaria non ebbe dubbi e si iscrisse a ingegneria elettronica a Napoli. “Informatica e telecomunicazioni allora non esistevano come corsi di laurea e così mi inventai un corso innovativo, infarcendolo di esami di telecomunicazioni”, ricorda Cesare Avenia, presidente di Ericsson Telecomunicazioni e presidente di Assotelecomunicazioni-Asstel, l’associazione che riunisce in Confindustria la filiera nazionale delle tlc. “Preparai la mia tesi sperimentale in collaborazione con la Sip napoletana che aveva sede a Monte di Dio, un luogo splendido affacciato sul Golfo e Castel dell’Ovo e mi laureai nel
1976 con un bel 110 e lode”. Dopo il servizio militare, sottotenente in forza ai Centro difesa elettronica di Anzio, dove partecipò come docente ai corsi di addestramento per la “guerra elettronica” rivolti ai Carabinieri, tornò a casa e venne assunto a Milano da Italtel che stava varando il progetto Proteo per la realizzazione della prima centrale di commutazione elettronica italiana. “Nel ‘79, tornai in Campania, alla Face Sud di Salerno, che cercava ingegneri per il suo centro di ricérca e sviluppo. La sede era sul lungomare, un panorama ben diverso da quello di Settimo Milanese e la scelta era fin troppo facile. Ci rimasi 15 anni seguendo e partecipando alla crescita di queste centro di eccellenza, fino al 1994 quando decisi dopo tanta ricerca di occupanni di marketing e passai alla Fatme, azienda che poi divenne Ericsson Italia”.. Qui Cesare Avenia fece tutta la sua carriera aziendale di manager. Nel 1999 venne chiamato a far parte della squadra che mise in piedi il quartier generale della Ericsson a Londra assumendo l’incarico di responsabile della regione Medio Oriente e Africa. Nel 2003 divenne amministratore delegato di Ericsson spa, società quotata a Piazza Affari fino al delisting del 2004. Nel 2006 assunse la responsabilità della regione Sud Est Europa, area che comprendeva i Balcani, dalla Grecia alla Moldavia. L’ultima sfida globale è stata nel 2009 la collaborazione con il nuovo ceo di Ericsson a Stoccolma con il quale collaborò al rinnovo del marchio della società che nel suo percorso dalle telecomunicazioni all’Ict doveva darsi nuovi obiettivi e definire dei nuovi valori. “Attualmente sono presidente di Ericsson Italia e ho vari incarichi in Confindustria tra culla presidenza di Asstel, un impegno quest’ultimo davvero sfidante. L’obiettivo è di rappresentare e promuovere l’intera filiera delle Telecomunicazioni, settore liberalizzato con alti livelli di competitività degli associati. Lo sforzo è quello di lavorare insieme ottenendo risultati positivi per l’industria e il Paese, promuovendo lo sviluppo delle infrat tture”. Felicemente sposate con due figli di 34 e 29 anni, vive tra Roma e San Prisco, vicino Santa Maria Capua Vetere per seguire quella che è la sua più grande passione: il vigneto. “Ho coinvolto alcuni dei miei vecchi amici del liceo che sono oggi me me dei professionisti e dei manager al culmine della loro carriera in questa avventura”, dice Avenia. “Insieme abbiamo comprato delle vigne e creato un’azienda agricola, 11 Verro, con la quale abbiamo recuperato dei vitigni tradizionali, il Pallagrello e il Casavecchia, avviando una produzione di vini con indicazione geografica tipica. Il bianco Verginiano e il osso Monte Maggiore, un vino da meditazione di grande spessore”. La sua dotazinone hi-tech si basa sullo smartphone Xperia con il quale fa tutto, lavora, comunica e gira film o scatta foto che poi scarica sulla sua rete. Gli piace molte realizzare spot dei suoi viaggi e degli eventi ai quali partecipa per poi mostrarli ai familiari e agli amici. Guida un potente ed elegante suv Audi Q5 di cui è molto soddisfatto perché, dice, va bene su tutti i terreni, dagli sterrati all’autostrada. Il suo stile è una classica divisa manageriale, ma con un particolare che la caratterizza: indossa in ogni occasione una cravatta rossa di Hermes (ne possiede a centinaia tutte diverse). Gioca a tennis da sempre ed è stato oltre che giocatore, giudice arbitro, dirigente della federazione e presidente del Circolo del Tennis di S. Maria Capua Vetere. La sua racchetta è una Head. Sul comodino ha l’ultimo libro di Thomas Friedman That used to be us sulla sfida che gli Usa devono affrontare nel mondo globale”.

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