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The Wine Advocate venduta agli asiatici ... È la lettera più influente sulla valutazione dei vini ... obert Parker, 64 anni, l’osannato critico americano del vino, ha deciso di assare la mano agli asiatici. La sua ettera bimestrale, The Wine Advocate (il difensore del vino), diffusa in oltre 50 mila copie in tutto il mondo, è stata venduta a un gruppo di investitori dell’Asia. Il controllo editoriale della pubblicazione, creata nel 1978, passa a Lisa Perrotti-Brown, corrispondente da Singapore. L’edizione cartacea scomparirà e i contenuti saranno diffusi unicamente via internet. Parker non uscirà del tutto di scena, perché continuerà a occuparsi della regione Bordeaux, della valle del Rodano e dei millesimati della Napa, il territorio della California noto per le sue pregiate bottiglie. Proprio la Francia è all’origine della fortuna di Parker, le cui seguitissime opinioni sono in grado di fare la fortuna (o la sfortuna) di un vino. Così avvenne agli inizi della sua carriera, quando osò sfidare l’opinione imperante che riteneva il millesimato bordeaux del 1982 inferiore a quello dell’anno precedente. Parker perorò senza tentennamenti la causa dell’annata 1982 e questo lo impose all’attenzione comune. In seguito tutti gli diedero ragione. Il suo successo poggia sul metodo seguito per recensire i vini, con l’estensione di cento punti e, al tempo stesso, la capacità di sintesi. A Bordeaux il critico americano ha avviato un’analisi sistematica dei vini in botte, quindi in bottiglia tre anni più tardi e, successivamente, passato un decennio. E il suo valore aggiunto è stato quello di scrivere in inglese, catturando un pubblico internazionale. Ormai, pero, ce stata un ulteriore evoluzione nel mondo del vino. Come ha evidenziato Peter Moser, caporedattore della rivista austriaca specializzata Falstaff, Parker si è imposto contemporaneamente al mercato americano, che egli stesso con ogni probabilità ha contribuito a far emergere. Oggi, però, è l’Asia a trainare il settore. Altri esperti ritengono che Parker non avrà un vero e proprio successore: ci saranno sempre specialisti del Bordeaux, della Borgogna, dell’Australia, del Piemonte o del Sudafrica. Con la globalizzazione è impossibile che un’unica persona si occupi in maniera approfondita di tutte queste aree, pur scrivendo in inglese. Il passaggio di mano di The Wine Advocate riflette lo spostamento del baricentro a livello geografico. I grandi bordeaux del 2009 e 2010 sono stati comprati in gran quantità dagli asiatici, in particolare dai cinesi. L’abbattimento delle tasse sul vino ha fatto di questo continente la piattaforma mondiale delle vendite all’asta e le principali aziende produttrici vi si sono insediate.

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