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Italia Oggi

La bottiglia con Hitler ma non con il Che ... Quest’anno è stata una coppia norvegese in vacanza a Rimini, la scorsa estate fu una coppia ebrea americana sul Garda. I vini della linea storica della cantina Lunardelli di Colloredo di Prato (Ud), quelli che in etichetta hanno Hitler e Mussolini, ogni anno scatenano polemiche Stavolta i due tunsti norvegesi si sono rivolti al Simon Wiesenthal Center, una delle maggiori organizzazioni internazionali ebraiche per i diritti umani. Il Centro ha invitato i distributori a boicottare l’azienda vinicola e i suoi vini con slogan nazisti e fascisti. Le bottiglie incriminate fanno parte della Linea Storia che comprende anche altri personaggio da Stalin a Lenin, a Napoleone. “C’era anche Che Guevara, ma la vedova ci ha chiesto 20 mila euro e il 15% su ogni bottiglia per lo sfruttamento dell’immagine. E allora lo abbiamo tolto dalla produzione visto anche non se ne vendevano così tante”, commenta Lunardelli, responsabile della Linea Storia. “A scatenare le polemiche sono quasi sempre le bottiglie con Hitler. Lo so anche io che è un brutto personaggio. Ma produciamo quelle bottiglie per ricordare la Storia, per non scordare quei mostri. Non c’è alcun intento di propaganda, non mettiamo svastiche o altri simboli nazifascisti, non incitiamo o inneggiamo”. Per Andrea Lunardelli l’intento è inoltre, promozionale. “Attiriamo l’attenzione, i clienti lo provano, il vino è buono e acquistano altre bottiglie”. Il vino della Storia ha un buon mercato. “Ne vendiamo in media 20 mila bottiglie all’anno, il 70% con Hitler. I nostri clienti sono prevalentemente tedeschi che vengono in Italia, da loro non si può vendere niente con l’immagine del Führer, e cittadini dell’ex blocco sovietico, Ci arrivano anche oltre 200 richieste al giorno dagli Usa, ma qui abbiamo problemi burocratici con la spedizione. Insomma, il vino va e fino a che c’è richiesta continueremo a produrlo”.

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