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Italia Oggi

Champagne, giù la produzione ... Il tetto massimo a 288 mln di bottiglie... In Francia la vendemmia per lo champagne è partita con due settimane di ritardo rispetto al solito e la produzione è destinata a diminuire. Un ritardo che, assicura Pascal Férat, presidente del Sindacato generale degli imprenditori del settore vinicolo, non andrà a scapito della qualità del vino, visto che in passato molti grandi millesimati uscirono da annate tardive. Gli operatori hanno inoltre raggiunto un accordo che fissa un tetto massimo alla produzione, pari a 288 milioni di bottiglie, quando invece la potenzialità ammonta a 374 milioni. Nella regione Champagne la resa della vendemmia è quindi stata stabilita a 10.500 chilogrammi per ettaro, in calo del 4,5% rispetto al 2012. Una scelta dettata dal momento di crisi: le vendite del pregiato vino francese hanno accusato l’anno scorso un ribasso di quattro punti percentuali e nel 2013 è attesa un’ulteriore contrazione a 305 milioni di bottiglie. Meglio, dunque, non pompare la produzione perché i magazzini contengono ancora parecchio champagne da smaltire. Jean-Marie Bariflère, alla guida del Comitato interprofessionale dei vini di Champagne, osserva che tale quantità rappresenta una scommessa sulle prossime annate, che probabilmente vedranno la tenuta del mercato francese e di quello europeo, con un forte incremento dell’export al di fuori del continente. Nel primo semestre di quest’anno le vendite sono scese del 5,3% in Francia e del 6% in Europa rispetto allo stesso periodo del 2012, mentre nei mercati extracomunitari si è registrato un aumento di sette punti percentuali.

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