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Italia Oggi

Aiuti cinesi a start-up usati per comprare vigne francesi ...
Fondi destinati all’acquisto di start-up tecnologiche usati
per comprare 14 vigneti nella regione del Bordeaux in Francia.
Il caso spicca tra le oltre 300 irregolarità rilevate dal
rapporto annuale dell’Ufficio nazionale di revisione della
Repubblica popolare cinese. L’organismo, che ha profilo analogo
alla nostra Corte dei conti, ha individuato lo «storno» di
268 milioni di yuan (circa 32 milioni di euro) di sovvenzioni,
sfruttati per proprio tornaconto dai manager di importanti
aziende di stato, come il gruppo Haichang e il fondo di investimento Ruiyang
entrambe
con sede nella
provincia di Dalian.
La stessa
in cui regnava
incontrastato
l’astro nascente
del Partito comunista
cinese
Bo Xilai, poi
caduto in disgrazia
proprio
in seguito alle accuse di corruzione- Coincidenza che, secondo
alcuni osservatori, confermerebbe come la lotta anticorruzione
avviata dal premier Xi Jinping rappresenti un modo per
spostare gli equilibri dentro il Partito comunista più che una
“mani pulite” in salsa mandarina. La holding Haichang è il
più importante compratore di vini straniero nella regione del
Bordeaux e già possiede tenute prestigiose come quelle
che producono lo Château Chenu Lafitte. Per
dissetare quello che è diventato in pochi anni il
più grande mercato mondiale per il vino rosso,
soprattutto Bordeaux francese, molte imprese
cinesi si sono buttate nell’affare degli Châteaux
in vendita a prezzi ormai insostenibili
per gli europei. In mano cinese ce ne sono già
circa sessanta.

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