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Italia Oggi

Un colosso americano per i vini ... Importa e distribuisce in 15 stati. E per 50 cantine italiane ... Nato a giugno, è operativa
da questo mese
sul mercato Usa, The
Winebow Group, nuova
realtà di distribuzione di
vino con 1.200 dipendenti e
600 milioni di dollari di fatturato.
The Winebow Group è
il frutto della fusione tra Winebow
e The Vintner Group,
due nomi tra i più importanti
nell’importazione e nella distribuzione
di vino e alcolici negli
Usa. The Winebow Group opererà
direttamente in 15 stati
che rappresentano più del 50%
dei consumi statunitensi di
vino. Due le figure di riferimento
per The Winebow Group. Leonardo
Lo Cascio, fondatore
34 anni fa di Winebow, è il presidente
emerito, mentre David
Townsend, che ha guidato
Vintner negli ultimi anni e ha
quasi vent’anni di esperienza
nella distribuzione di vino, ha
il ruolo di presidente e amministratore
delegato. “Mettere
insieme risorse ed esperienza
ci permette di operare su una
scala senza precedenti. Forniremo
un livello di servizio mai
visto prima nel settore”, ha
commentato Townsend. Per
Lo Cascio, “insieme si potranno
soddisfare le esigenze in continua
evoluzione del mercato,
avere una piattaforma unica
per sviluppare i nostri marchi
e soddisfare le esigenze
dei nostri fornitori e dei nostri
clienti”. La nuova entità unisce
due aziende alquanto simili per
storia, struttura e valori fondamentali.
Entrambe sono state
fondate nel 1980, sono cresciute
significativamente negli ultimi
anni, hanno approssimativamente
lo stesso numero di
dipendenti, e condividono una
cultura comune
basata sulla
passione per i
vini e liquori
di qualità con
una profonda
conoscenza dei
prodotti e delle
regioni che li producono.
Le aziende
italiane che fanno
adesso capo al nuovo
gruppo sono oltre 50
e spaziano da nord a
sud dell’Italia, grandi
realtà ma anche piccole
cantine “artigianali”
secondo la filosofia della
società Usa. Tra le griffe
italiane, importate da
The Winebow group,
ci sono Altesino, Argiolas,
Castellare, Falesco,
Fattoria Le Pupille,
Fazi Battaglia, Leone
de Castris, Librandi,
Maculan, Mastroberardino,
Montevetrano, Tasca d’Almerita,
Zenato. Prima della fusione,
il vino italiano rappresentava il
30% del fatturato globale, tra
importazione e distribuzione,
di Winebow che dal 2012 ha
come primo azionista il fondo
di investimento Brazos
Equity Partners. Negli ultimi
vent’anni il sistema di vendita
del vino e dei liquori negli
Usa ha subito un massiccio
processo di concentrazione e
ridimensionamento tanto che
i grossisti sono scesi dai circa 7
mila del 1990 agli attuali 700,
mentre ristoranti e rivenditori
sono passati da 400 mila a
550 mila. Dei grossisti cinque
grandi nomi rappresentano il
47,9% delle vendite. La catena
di vendita del vino
negli Usa deve stare a
regole che si rifanno al
periodo del proibizionismo
e tre sono i passaggi
ancora oggi
obbligati, il Three
Tier System,
importatore,
distributore, e rivenditore
che rendono
la filiera lunga
e con costi
alti per il
consumatore
americano.

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