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Italia Oggi

Vinifera entra al London vintners exchange ... I vini italiani provano a trovare spazio nella borsa Liv-Ex e a togliere quote ai francesi. A tentare l’operazione è la piemontese Vinifera, società specializzata nel trading dei migliori vini italiani, ammessa al London international vintners exchange che gestisce la più importante piattaforma al mondo di negoziazione riservata a trader internazionali. “La domanda di vini da collezione è importante. Il valore degli scambi al Liv-Ex si aggira sui 250 mm di sterline, ma i vini italiani pesano poco meno del 7%. L’obiettivo è quello di arrivare in
tre anni al 20%”. A spiegarlo è Paolo Repetto, titolare di Vinifera, società di Alba fondata nel 2005.A oggi l’indice Liv-ex Italy 100 (che racchiude i 100 vini italiani più scambiati sul mercato) è l’unico, insieme al Burgundy 150 e allo Champagne 50, che ha fatto segnare una performance positiva negli ultimi due anni, con i vini di Bordeaux che arrancano notevolmente da diversi mesi. “Fino a pochi anni fa il mercato era dominato dai vini di Bordeaux che con le annate 2009 e 2010 hanno raggiunto il massimo come prezzi anche a causa della crescita di interesse per i vini di pregio da parte dell’Asia. Un Lafite del 2000 che fino al 2008 costava 400 /450 euro, oggi ne vale 1.300. Ma molti collezionisti si sono stufati di bere Bordeaux a cifre spropositate. li mercato ha iniziato a porre l’attenzione sui vini di Borgogna e sui grandi italiani come Barolo e i Supertuscan. Gli italiani sono rari, certe produzioni di Barolo non superano le 25-50 mila bottiglie contro i milioni di Bordeaux”. A tutto vantaggio degli italiani, c’è anche il prezzo. “Un Sassicaia vale mediamente 130-150 euro, è ancora un valore accessibile”. Tra i vini italiani di pregio che saranno trattati al Liv-Ex ci sono, tra gli altri, Sassicaia, Tignanalo, Solaia, Ornellaia e Masseto oltre a Barolo come Monfortino, Gaia, Vietti, Voerzio.

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