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Italia Oggi

Un terroir al Frascati ... “Legare al territorio un vino che adesso è molto più conosciuto all’estero che dove nasce”. E l’obiettivo che si è dato Mauro de Angelis presidente del Consorzio Vino Frascati “Il Frascati proprio per ragioni storiche nasce
internazionale. Va prima fuori, in Inghilterra, in Germania, che non in Italia. Adesso vogliamo fare un percorso a ritroso”. Il concetto che sta alla base del ragionamento è semplice. “E vino che fa fatica a legarsi legarsi con il territorio, questo nonostante
il possibile abbinamento con una cucina famosa e apprezzata. Per questo
come Consorzio cerchiamo di riposizionarlo prima di tutto a Roma e nel Lazio e
quindi nel resto d’Italia”. Uno degli aspetti per valorizzare il vino e promuoverlo, passa attraverso il riconoscimento dell’erga omnes per tutte e tre le denominazioni tutelate dal Consorzio, il Frascati
Doc e le due Docg, Cannellino di Frascati e Frascati
Superiore per le quali il riconoscimento è arrivato a novembre scorso. “Si tratta di un passo ulteriore verso il riconoscimento di un territorio vitivinicolo di
pregio e della rilevanza di un brand come il Frascati da sempre riferimento dei vini nazionali” Oggi il
Consorzio conta 32 aziende associate per una produzione di poco inferiore a 90 mila ettolitri, l’80% dei
quali finisce all’estero “Il nostro export si concentra sui mercati storici per noi ma abbiamo aperto ad altri paesi come il Brasile e il Nord America mentre le prime bottiglie sono arrivate in Oriente”. Per De
Angelis, “anche se siamo un media realtà del vino italiano abbiamo ottime
potenzialità. I cambiamenti che abbiamo apportato cinque anni fa al disciplinare per ridurre la quantità, ci paga”.

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