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Italia Oggi

L’Istat penalizza i vini del Sud … L’export non viene imputato alla regione che produce il vino, ma a quella di sdoganamento... Le aree con la logistica più sviluppata incassano più fondi … I dati sull’export del vino italiano non tengono conto dell’origine del prodotto ma del luogo di sdoganamento. Un criterio, quello utilizzato all’Istat, che “droga” la reale dimensione dell’export a favore elle regioni del Nord con una Mistica più sviluppata ed efficiente di quelle del Sud, penazzate non solo nei numeri ma nella relativa assegnazione dei fondi Ocm. In pratica, se il vino prodotto dalla Puglia viene sdoganato all’estero dal Piemonte, nonostante l’origine pugliese sarà conosciuta a quest’ultimo la propensione all’export e le risorse. A seguito dell’inchiesta di ItaliaOggi sulla difformità delle rilevazioni tra Istat e Agenzia delle Dogane (si veda ItaliaOggi del 15/03/2017) abbiamo sentito il senatore Dario Stefàno, capogruppo in commissione agricoltura a palazzo Madama, che già a giugno scorso, aveva sollevato il problema dell’origine. In particolare il senatore aveva rilevato come ci fosse una discrasia tra i numeri di Ismea, che rileva i dati Istat elaborati, a loro volta, dall’Agenzia delle Dogane. Nell’ultimo report Ismea, infatti, tra il 2011 e il 2015 Trentino e Piemonte avevano avuto una propensione all’export rispettivamente del 141 e 173%, mentre Puglia e Sicilia si erano fermate al 14 e all’8%. I dati, però, dimostravano come al contrario, le regioni meridionali, nello stesso periodo, avevano esportato maggiori quantitativi di vino. Di qui il paradosso: all’aumento delle esportazioni del Sud, corrisponde la crescita della propensione all’export delle regioni del Nord dalla logistica più sviluppata. Con grosso danno per i fondi Ocm vino, che vengono assegnati sulla base dei dati statistici, e buona pace degli sforzi fatti nell’internazionalizzazione da regioni come Puglia e Sicilia. “Avevo proposto un tavolo tecnico al Mipaaf tra Ismea, Agenzia delle dogane e Istat per l’adozione di codici di nomenclatura uniformi per recuperare il dato reale della propensione all’export di ogni regione, ma non ci sono state evoluzioni rispetto alle mie sollecitazioni”, ha detto a ItaliaOggi il senatore. “Il ministero non ha avvertito il dovere di agire nonostante nel report 2016 sull’export, Ismea abbia segnalato ed evidenziato la percentuale “dopata” dalla quale scaturiscono ricadute pesanti per gli operatori del settore”. “La discrasia si è riproposta nei dati Istat 2016 che non riconosce ad alcuni territori la titolarità delle esportazioni. Per questo ho rivolto un’interrogazione a risposta urgente al ministro Martina”, prosegue Stefàno “affinché provveda a sanare questo problema che procura danni incalcolabili a tutte le regioni del Mezzogiorno”.

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