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Italia Oggi

Pioggia di decreti sul vitivinicolo … In arrivo 6 decreti attuativi del Testo unico vite e vino. Proroga in vista per gli schedari on line... Sotto la lente incompatibilità, schedari, controlli e aceti... L’iter di attuazione i del Testo Unico della vite e del vino (legge 238/2016 del 12/12J2016, entrata in vigore il 12/01/2017) approda alla fase di presentazione dei 36 decreti attuativi di competenza del Mipaaf Il Vinitaly sarà il palcoscenico dell’illustrazione dei primi provvedimenti; nel frattempo il ministro alle politiche agricole, Maurizio Martina incontrerà la filiera il 4 aprile per la definizione degli ultimi passaggi. I primi decreti dovrebbero essere quelli relativi agli schedari (art. 8 del Testo Unico), al Comitato nazionale vini e le incompatibilità delle cariche (art. 40) e i 12 di competenza dell’Ispettorato Repressione Frodi (Icqrf), che dovrebbero essere accorpati. All’audizione alla camera il 22 marzo, lo stesso Ispettorato ha annunciato di voler procedere alla redazione di quattro maxi decreti cumulativi dei 12. E cioè: - un decreto “Sostanze denaturanti” contenente quelli dell’art. 13 (commi 5 e 7), i due decreti dell’art. 17 comma 1, dell’art. 24 comma 5 e dell’art.
25 commi l e 3; - un decreto “Aceti” che riassume quelli di cui agli articoli 24 (comma 7) e 54 (comma 4); - un decreto “Controlli” relativo all’art. 64, comma 20; - e un decreto “Controlli vini varietali” ai sensi dell’art. 66 comma 1. L’Icqrf parteciperà inoltre alla redazione dei decreti previsti dall’articolo 48 comma 9 (contrassegni) e dell’articolo 64 comma 15 sugli esami chimico - fisici e organolettici. Mercoledì 29 marzo in Commissione agricoltura si è svolta invece l’audizione con Agrinsieme (Confagricoltura, Cia, Copagri, Alleanza delle cooperative italiane - agroalimentare), Coldiretti, UeCoop e Unci e le associazioni Assoenologi, Federdoc, Federazione italiana vignaioli indipendenti Federvini e Unione italiana vini (Uiv). Dall’incontro è emersa condivisa la necessità di accelerare i tempi dell’approvazione dei decreti, in modo da usufruire quanto prima delle agevolazioni previste dal Testo Unico. Coldiretti e Agrinsieme sono d’accordo su alcune priorità dei decreti attuativi: il recepimento del principio della non duplicazione dei controlli (art. 64) e, sulle fascette (art. 48), la possibilità per i produttori di utilizzare per Doc e Igt sistemi di tracciabilità alternativi al contrassegno di stato, che consentirebbero costi minori per i produttori rispetto a quelli attuali. In relazione allo schedario (art. 8), Coldiretti insiste sull’obiettivo di “limitare gli effetti negativi del periodico refresh, assicurando la certezza dei dati inseriti, specie nel calcolo delle rese massime per le produzioni Do/Ig e per dare certezza ai fini del nuovo registro telematico”. “Il decreto sullo schedario”, precisa Agrinsieme, “sarà importante per definire le notifiche relative alle modifiche di superficie che l’amministrazione dovrà effettuare al conduttore entro il 31 luglio di ogni anno, fondamentali per le rivendicazioni a Docg, Doc e Igt”. Questo sostanzialmente per non arrivare in ritardo rispetto alla denuncia di produzione. Al 22 marzo soltanto metà delle cantine tenute all’obbligo risultano iscritte al Sian. Nonostante l’accelerazione del numero di registrazioni negli ultimi mesi, si è ancora in alto mare: gli utenti sono 16 mila; gli stessi hanno attivato 4.200 deleghe ad altri soggetti per l’aggiornamento e l’invio dei dati di cantina al Sian. Di questi 16 mila imprenditori - rileva l’Icqrf - 4.850 stanno utilizzando un software aziendale per la gestione dei registri di cantina e provvederanno a inviare i dati a mezzo WebService. Sotto il profilo delle quantità di prodotto già oggetto di registrazione telematica, 3.700 sono le imprese con oltre mille ettolitri (circa il 60% della produzione italiana, ma alla tenuta elettronica sono escluse le cantine sotto i 50 hl di vino). La scadenza per adeguarsi alla normativa è il 30 aprile, quando terminerà il periodo transitorio del passaggio al Registro telematico; tuttavia, visti i ritardi, il vicepresidente della Commissione Agricoltura Massimo Fiorio ha già avanzato la richiesta di proroga al 30 giugno. Data che potrebbe ulteriormente slittare: la filiera sembra compatta nell’invocare il posticipo della scadenza. Per alcuni neanche il 30 giugno cambierebbe molto la situazione attuale, mentre potrebbe essere valida una data vicino alla vendemmia, anche se pare più probabile uno slittamento, se accettato, al 31 dicembre 2017.

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