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Italia Oggi

Nestlé, ecco Loeb … L’investitore Usa rileva l’1,25% per 3,1 mld euro... Vuole più utili. Il titolo a +4%... Daniel Loeb ha messo a segno, con il suo hedge fund Third Point, la sua più grande operazione di ingresso nel capitale di un gruppo quotato. E, per farlo, ha scelto Nestlè, di cui ha rilevato una quota dell’1,25% per un valore di 3,5 miliardi di dollari (3,1 mld euro). Come d’abitudine, l’hedge fund farà pressioni sul management del colosso svizzero affinché acceleri la crescita del business, iniziando dalla vendita di asset non core, come il 23% del gruppo della cosmetica L’Oreal. Ma ha già precisato che, a differenza delle altre situazioni, adotterà un approccio collaborativo. Third Point punta l’indice soprattutto contro la performance non soddisfacente di titolo, utile per azione e dividendo di Nestlé negli ultimi anni rispetto alla media di settore in Europa e negli Stati Uniti. In febbraio il gruppo elvetico aveva rivisto al ribasso i target di crescita delle vendite dopo avere mancato l’obiettivo per il quarto anno di fila. Recentemente il nuovo a.d. Mark Schneider ha annunciato che sarà presa in considerazione l’ipotesi di vendere il business americano dei dolci, che arranca rispetto a quello delle rivali Hershey, Mars e Chocoladefabriken Lindt & Spruengli. Molti chiedono a gran voce anche la cessione della divisione dei cibi surgelati, che include marchi come Lean Cuisine e Stouffer, a causa del nuovo trend che vede i consumatori prediligere i cibi freschi. Proprio per questo, la scorsa settimana, Nestlè è entrata nel capitale di Freshly, la start - up dei pasti pronti salutari in abbonamento. Schneider è convinto Nestlé sia in grado di alzare i margini del 4% nei prossimi anni, con un target del 18 - 20% nel 2020. Ha preso inoltre in considerazione l’idea di vendere la quota detenuta in l’Oreal, che rappresenta il 10% della capitalizzazione del gruppo, per un valore di 25 miliardi, e di sottoscrivere nuovo debito per finanziare il riacquisto di azioni proprie. Loeb aveva giocato, anni fa, un ruolo centrale nello scuotere Yahoo dal suo torpore ed è anche ricordato per le battaglie condotte in Sotheby’s. Ultimamente ha chiesto a gran voce una suddivisione di Honeywell. Anche le rivali di Nestlé come Unilever, Danone e Reckitt Benckiser, stanno combattendo con una crescita globale debole, soprattutto nei mercati emergenti, con la volatilità valutaria, con il mutamento dei gusti dei consumatori e con il contesto di bassa inflazione, se non addirittura deflazione. Unilever, Diageo e Kraft Heinz si sono lanciati in un piano di drastico taglio dei costi. La borsa di Zurigo ha accolto con favore la notizia dell’ingresso di Daniel Loeb: Nestlé ha guadagnato il 4,32% a 85,65 franchi.

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