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Italia Oggi

Vinitaly e Cibus si fidanzano … Veronafiere e Fiere Parma danno vita a Vpe, joint venture paritetica per grandi eventi sul cibo... Presto l’acquisizione di un player estero. Poi nuove alleanze... Santa alleanza tra due campioni del settore fieristico italiano, capaci di organizzare nel 2017 ben 91 eventi a sostegno della filiera agroalimentare, in Italia e all’estero. Si tratta di Veronafiere spa (organizzatrice di Vinitaly ed Enolitech) e Fiere di Parma spa (che in faretra ha Cibus e Cibus Tec); le due società hanno dato vita a una joint - venture paritetica, il cui nome è già una dichiarazione d’intenti: Vpe, ovvero Verona Parma exhibition. Capitale sociale: 100 mila euro. Obiettivi? Creare grandi eventi in comune e avere uno strumento più forte per la promozione dell’agroalimentare all’estero. Il primo evento, frutto del lavoro di Vpe, sarà Wi.Bev - International wine&beverage technologies event (www.wibev. com); una rassegna dedicata al settore delle tecnologie del vino e delle bevande, presentata in anteprima a Verona a Wine2Wine, che si terrà il 4 e 5 dicembre 2018. ItaliaOggi ne aveva anticipato l’arrivo sul mercato il 10 ottobre scorso: la rassegna mette a fattor comune l’esperienza maturata dai due poli fieristici nelle attrezzature di cantina e nelle tecnologie di imbottigliamento di vini e bevande, “con l’ambizione di guardare con più attenzione alle innovazioni, grazie alla collaborazione con Assoenologi, e allo sviluppo di biotecnologie e genetica, settori su cui Wi.Bev dovrebbe dare molto di più rispetto a quanto offre il mercato”, chiosa a ItaliaOggi Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere. Il Convitato di pietra nel rapporto tra Veronafiere e Fiere di Parma è Simei, la biennale dedicata alle tecnologie dell’enologia e dell’imbottigliamento che l’Unione italiana vini organizza dal 1963. E che, tradizionalmente, occupa i metri quadri di Fiera Milano. Nel 2017, però, Simei ha scelto per la sua 27esima edizione gli spazi espositivi del Drinktec, la grande fiera del liquid food e beverage, di Monaco di Baviera, che ha chiuso i battenti il 19 settembre; la cosa non sarebbe andata giù a parecchi vignaioli, che avrebbero disertato l’appuntamento perché impegnati nella vendemmia. Sia come sia, nel 2019 Simei tornerà a Milano ma, rispetto ai fasti del passato, la manifestazione sembra denunciare un calo attrattivo e di competitività. Da qui l’ipotesi che una sinergia con Wi.Bev possa sedurre anche Uiv e lo stesso Simei, per dar vita a una manifestazione più rilevante nelle tecnologie per l’enologia e l’imbottigliamento; una sorta di campione nazionale, che abbia un evento forte in Italia e che sviluppi forte capacità attrattiva all’estero. In proposito, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, è in atto un’interlocuzione tra il Simei e i due poli fieristici che hanno dato vita a Vpe, ma la partita non è affatto facile, perché il rapporto siglato dall’Uiv con la rassegna bavarese avrebbe clausole stringenti. Tornando a Vpe, la joint venture ha un presidente, designato da Fiere di Parma: è Antonio Cellie, a.d. del player fieristico emiliano. L’amministratore delegato, invece, è deciso da Veronafiere. Ed è lo stesso Mantovani. Ci saranno poi due consiglieri, uno per parte, ancora da definire. Il piano industriale prevede un fatturato di 800 mila euro nel primo anno, per arrivare a 3 mln entro il primo quadriennio. Sul piano delle attività all’estero, Vpe ha già in cantiere l’acquisizione di un organizzatore di eventi con sede all’estero, per sostenere le proprie attività sui mercati europeo e nordamericano: “Il closing dovrebbe giungere entro gennaio”, spiega Mantovani. Che aggiunge: “In progetto c’è anche lo sviluppo di una manifestazione dedicata ai vini sudamericani, ma stavolta non si chiamerà Vinitaly: abbiamo incontrato referenti brasiliani, cileni e argentini”, spiega. “Useremo come strumento operativo per il vino la società brasiliana di Veronafiere; Vpe, invece, andrà a supporto per le tecnologie. Le due parti confluiranno in un evento comune, che dovrebbe vedere la luce nell’autunno 2018. O subito dopo”. Fiere di Parma, invece, contribuirà alla causa, con Cibus: “Tutte le attività che faremo all’estero le organizzeremo attraverso Vpe. Ci consente di accorciare i tempi”, ha rivelato Cellie. Una decisione, questa, che potrebbe portare a nuove alleanze e, persino, acquisizioni di player fieristici esteri da parte della neonata joint venture.

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