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CIBO E LEGGE

Italia, ufficialmente, contro il “Nutriscore”: voto unanime alla Camera che impegna il Governo in Ue

Il plauso Coldiretti e Cia: “penalizza la dieta mediterranea”. Bene, invece “l’etichetta a batteria” proposta all’Europa dal Belpaese
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Italia contraria al Nutriscore, voto alla Camera impegna ufficialmente il Governo ad opporsi

L’Italia patria della dieta mediterranea è contro il nutri-score, le etichette a semaforo e contro tutti quei sistemi di etichettatura che, in qualche modo, ingiustamente, in maniera semplicistica rischiano di penalizzare tanti prodotti di grande eccellenza, come il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma e addirittura l’olio extravergine di oliva, considerato, se consumato con moderazione e a crudo, addirittura un tocca sana per la salute. Il Belpaese è contrario da sempre a questi strumenti, come dichiarato più volte dal Ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, anche in sede Ue, e da tante organizzazioni di categoria. Ma ora, lo è un po’ di più, anche ufficialmente, dopo il voto unanime alla Camera con cui i deputati della Repubblica hanno approvato una mozione che impegna il Governo a contrastare il sistema di etichettatura nutrizionale francese Nutri-score. Un voto che piace all’agricoltura del Belpaese.
“A dieci anni dalla proclamazione come patrimonio culturale dell’umanità da parte dell’Unesco, la dieta mediterranea è ingiustamente sotto attacco dai bollini allarmistici e a semaforo che alcuni Paesi, dalla Gran Bretagna al Cile alla Francia stanno applicando ai suoi elementi base”, ha sottolineato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, oggi a Roma dal convegno “A call from the past - Ancient knowledge for a sustainable management of land and water resources” con esperti e studiosi da tutto il mondo insieme a esponenti dell’università e del settore produttivo e rappresentanti delle istituzioni italiane, del ministero degli Esteri, della Fao e dell’Unesco.
“Si stanno diffondendo - sottolinea la Coldiretti - sistemi di informazione visiva come l’etichetta a semaforo inglese, ma anche il nutriscore francese o i bollini neri cileni fondati su parametri nutrizionali relativi a grassi, zuccheri o sale che scoraggiano nel mondo il consumo dei prodotti base della dieta mediterranea e mettono alla gogna prodotti simbolo della dieta mediterranea. Si rischia di promuovere bevande gassate con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva, ma anche specialità come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano ed il prosciutto di Parma. Una valida alternativa è il sistema a batteria (Nutrinform Battery), proposto dall’Italia che non attribuisce presunti “patentini di salubrità” ad un alimento ed esclude i prodotti a marchio Igp e Dop proprio per le specifiche caratteristiche di eccellenza evitando così il rischio di confondere il consumatore con ulteriori segni distintivi in etichetta”.
Una proposta, quella italiana, di recente notificata alla Commissione Ue dall’Italia, dopo un lavoro congiunto tra i Ministeri di Politiche Agricole e Salute, che piace anche alla Cia-Agricoltori Italiani: “è fondamentale infatti distinguere tra le porzioni consumate: 100 grammi di formaggio Parmigiano o una bottiglia di olio non possono essere paragonati a una bottiglia di bevanda gassata. Non si può generalizzare e semplificare con una scala cromatica. È fondamentale legare i valori nutrizionali alle quantità giornaliere consumate individualmente. Il sistema proposto dall’Italia si basa, infatti, su un simbolo “a batteria”, denominato Nutrinform Battery, che indicherà al consumatore l’apporto nutrizionale dell’alimento in rapporto al suo fabbisogno giornaliero e al corretto stile alimentare, evidenziando la percentuale di calorie, grassi, zuccheri e sale per singola porzione rispetto alla quantità raccomandata dall’Unione europea”.
“La proposta italiana - evidenzia ancora la Coldiretti - è più veloce e facile da comprendere, stimola la capacità di decisione del consumatore e tutela un sistema alimentare come la dieta mediterranea che, con pane, pasta, frutta, verdura, carne, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari, si è classificata come migliore dieta al mondo del 2020 su 35 regimi alimentari presi in considerazione da U.S. News & World’s Report’s. L’apprezzamento mondiale per la dieta mediterranea, si deve agli studi dello scienziato americano Ancel Keys che, dopo aver vissuto per oltre 40 anni ad Acciaroli in provincia di Salerno, per primo ne ha evidenziato gli effetti benefici, fra cui il record di longevità dell’Italia che ha segnato un ulteriore aumento nel 2019 della speranza di vita alla nascita che sfiora gli 81 anni per gli uomini e gli 85,3 per le donne. Un ruolo importante per la salute che è stato riconosciuto proprio con l’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco il 16 novembre 2010”.

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