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L’Italia del vino a due facce: da una parte, la preoccupazione per scarsità della vendemmia 2017, e, dall’altra, i livelli record di giacenze di vini e mosti che, secondo dati Uiv, raggiungono i 47 milioni di ettolitri, dato più alto dal 2010

Forse, la scarsità della vendemmia 2017, almeno a livello di grandi numeri, non si rivelerà poi tanto drammatica per la filiera del vino italiana. A fare da cuscinetto, infatti, ci sono i livelli record toccati dalle giacenze di vini e mosti che, come rivela l’analisi della Uiv - Unione Italiana Vini, pubblicata sul “Corriere Vinicolo”, a chiusura della campagna 2016/2017, grazie ad una produzione di 52,3 milioni di ettolitri, hanno raggiunto quota 47 milioni di ettolitri, il 10% in più di quella precedente, il dato più alto dal 2010 (www.uiv.it).

Prendendo in considerazione solamente il dato del vino, il totale è di 44,8 milioni di ettolitri (+12%, il dato più alto dal 2000), con il picco del +20% per i vini comuni (11 milioni) e del +14% per quelli a Denominazione d’Origine (21 milioni). Meno robusto l’aumento degli Igp (+7%, a 12 milioni di ettolitri). Per i mosti, invece, il dato di chiusura è in calo del 26%, a 2 milioni di ettolitri. A contribuire in maniera determinante all’aumento degli stock, è la sola fase produttiva: i 31 milioni di ettolitri registrati a luglio, dato record dal 2010, segnano un aumento del 24%, contro una riduzione significativa della fase commercio: -9%, a 13 milioni.


La categoria che cresce di più è quella dei rossi e dei rosati, su del 31%, contro il +14% dei bianchi. Sui vini a denominazione, i 16 milioni di ettolitri fermi nelle cantine (+23%) vedono rossi e rosati contribuire con un +33%, contro un modesto +6% dei bianchi. Sbilanciamento anche per gli Igp, anche se meno profondo, con il dato dei rossi a +30% e i bianchi a +21%, per un globale di 9 milioni di ettolitri, equivalenti a crescita del 27%. Sui vini comuni, infine, i divari di crescita si avvicinano ulteriormente: +30% per i rossi/rosati e +26% per i bianchi, con un cumulato finale a 5,7 milioni di ettolitri e un aumento del 28%.

Il rapporto stock/produzione, quindi, continua a rimanere abbastanza elevato, attorno al 90%, 3 punti in più sul 2016 e più vicino ai livelli del 2015, quando con fatica si stavano smaltendo gli effetti della abbondantissima produzione 2013. Per la prossima campagna, in funzione della scarsa produzione 2017, c’è da aspettarsi una riduzione, o comunque un miglioramento del rapporto. E non solo in Italia, perché il quadro è ricalcato, come raccontano ancora i dati raccolti dal “Corriere Vinicolo”, dalla Spagna, dove, alla fine della campagna 2016/17, tra cantine e commercio il dato globale è di 33,5 milioni di ettolitri di vini e mosti, equivalenti a una crescita del 9% sul 2015/16. A differenza dell’Italia, che nel 2016 aveva visto una vendemmia straordinariamente abbondante, la produzione spagnola era stata in linea con le due precedenti vendemmie (milioni di ettolitri). Le giacenze totali di vino sono balzate a 31,9 milioni di ettolitri (+10%), di cui 26 milioni di vino sfuso (17 rosso e rosato e 9 di bianchi), con i mosti a 1,4 milioni di ettolitri (+1%).

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