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NUOVE TENDENZE

La dialettica tra vino e arte rivive nelle dimore storiche e nelle degustazioni esclusive

Se i wine lovers cercano luoghi unici, tra ville e palazzi spicca “Vino e Arte che passione” al Casino dell’Aurora Pallavicini

Prodotto agricolo dalle radici aristocratiche: il vino è qualcosa di più di un alimento, un prodotto culturale che vive nella dialettica con l’arte, di cui si circonda, che cerca e da cui viene a sua volta cercato. L’arte declinata dalle tante dimore storiche che, dal Nord al Sud del Paese, sono ancora oggi il cuore pulsante delle griffe storiche del vino italiano: dalle Ville Palladiane dei Colli Euganei (Villa Emo Capodilista - La Montecchia) alle tenute toscane dei Frescobaldi e degli Antinori, dai castelli, come quello di Poggio alle Mura (Banfi) alle più belle masserie di Puglia (Castel di Salve). Sono solo una piccolissima parte, un pugno di esempi, delle tante, tantissime mete capaci di sublimare quel binomio tra arte e vino diventato ormai uno dei principali motivi di interesse tra i wine lover, sempre più spesso alla ricerca di luoghi unici e cornici esclusive, in grado di rendere indimenticabile un vino. Una tendenza che, da qualche tempo, sta portando le etichette top del Belpaese enoico in cornici uniche ed esclusive: residenze storiche, musei, palazzi aristocratici.
Unica, in questo senso, è l’esperienza di “Vino e Arte che passione”, kermesse che coniuga il fascino del vino allo splendore artistico del Casino dell’Aurora Pallavicini, gioiello del Barocco romano sul colle del Quirinale, nel Palazzo Pallavicini Rospigliosi, un tempo sede delle Terme di Costantino, oggi, almeno per un giorno all’anno, teatro esclusivo di una degustazione che ospita le migliori aziende d’Italia (dalla Tenuta Col d’Orcia alle storiche tenute della Marchese Antinori, dalla Masi Agricola alla Nonino, dalla Principe Pallavicini alla Famiglia Cotarella, da Ruffino a Siddura, dai Conti Tasca d’Almerita alla Tenuta San Leonardo, da Letrari a Petrolo, dal Conte Leopardi, eredi del celebre poeta, alle tante tenute della famiglia Frescobaldi), i cui vini sono idealmente abbinati ad un percorso storico-artistico di pari valore, con pezzi di pregio come l’affresco de “l’Aurora” di Guido Reni, i dipinti di Luca Giordano, Guido Reni e Annibale Carracci, la facciata impreziosita da lastre di sarcofagi romani del II e III secolo d.C., ma anche le sculture antiche della sala centrale, come la Minerva, la Diana cacciatrice e la Pastorella.

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