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MECENATISMO ENOICO

La fotografia, arte per raccontare il vino, andando “Oltre”. Il progetto della Zenato Academy

A “Vinitaly Special Edition” 2021 la mostra “Vino. Oltre il paesaggio”, voluta dalla storica cantina Zenato ed “f/16 Schule für Fotografie” di Berlino

Far diventare le arti, ed in particolare la fotografia, una forma narrativa dell'“arte del vino”, che non è solo quella che si esprime in colori, profumi e sapori nel calice, ma anche quella che ispira design, architetture e paesaggi. È questo, nel pensiero di Nadia Zenato, l'obittivo del progetto “Oltre” della Zenato Academy, emanazione culturale della storica azienda veneta celebre per i suoi Amarone e Lugana, che oggi a Vinitaly Special edition ha presentato la mostra “Vino. Oltre il paesaggio” realizzata in collaborazione con cinque allievi della scuola f/16 Schule für Fotografie di Berlino, e seconda seconda esperienza dopo “Vino. Oltre gli oggetti” realizzata con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera in Milano (le cui opere più rappresentative saranno esposte insieme a quelle dedicate al paesaggio, ndr).
“Sono anni che investiamo sulla fotografia come forma espressiva per raccontare il vino - ha spiegato, a WineNews, nella presentazione, Nadia Zenato - e vogliamo che questo progetto diventi un cantiere permanente, in cui l'arte diventa un mezzo di comunicazione per il vino”. La mostra è stata allestita nei padiglioni di Vinitaly, in concomitanza con un’altra importante fiera, ArtVerona, dedicata alla valorizzazione dell’arte moderna e contemporanea e del sistema dell’arte italiano (mentre dal 4 novembre sarà visitatile, nella Tenuta Zenato, a Peschiera del Garda, su appuntamento, ndr).
“Abbiamo deciso di partecipare a questo Vinitaly con un progetto che va oltre la classica comunicazione del vino - dichiara Nadia Zenato - e l’oltre è proprio il tema portante del nostro progetto ma anche della nostra visione: vedere, agire, pensare per superare i limiti, per la nostra azienda, ma anche per il nostro territorio. Ed oggi ci troviamo qui, a Verona, nel luogo di convergenza di due manifestazioni così importanti non solo per la nostra città ma per tutto il sistema Italia, Vinitaly e ArtVerona. Sarà proprio la capacità di fare sistema a fare la differenza. Quella capacità di generare visioni, quello slancio verso un futuro migliore da costruire insieme, la creatività nel trovare soluzioni alternative saranno le colonne portanti del cambiamento che verrà”, ha detto Nadia Zenato, ringraziando Veronafiere, nella persona di Gianni Bruno e ArtVerona, nella persona del direttore artistico Stefano Raimondi.
“Il tema scelto per questa seconda edizione del progetto è il paesaggio, inteso come fonte di conoscenza, testimone nobile e silente della produzione del vino” - spiega Luca Panaro, critico e curatore della mostra - le scelte compiute da ciascuno studente e l’imprinting fornitogli dalla scuola hanno portato i cinque studenti a interpretare in modo originale il tema dato, nel desiderio di andare oltre l’iconografia tradizionale del paesaggio attraverso il potere immaginifico della fotografia. Accantonato il desiderio politico di possesso dei luoghi, così come la volontà di monitorare i cambiamenti nello sviluppo urbanistico di una metropoli - prosegue Panaro - la fotografia è libera di operare su più fronti. C’è chi decide di interpretare il paesaggio chiedendo aiuto alle antiche tecniche per riadattarle all’estetica attuale, come nelle sperimentazioni off camera e nei collage di Lisa e Stefanie Dollhopf. Chi invece sceglie di utilizzare la fotografia come un laboratorio per sperimentare i confini sempre più labili che intercorrono tra realtà e finzione, questo è il caso di Lara Sapper. Altri fanno proprio lo sguardo ravvicinato che caratterizza i nostri tempi, complice l’utilizzo di tecnologie che consentono di indagare da vicino, come l’osservazione della superficie epidermica dell’uomo e l’analisi scientifica del terreno su cui cresce una pianta arbustiva, aspetti esplorati nelle immagini di Jorge Garrido e Marina Villanueva”.
“Il progetto di Zenato Academy - conclude Nadia Zenato - nasce con l’obiettivo di supportare i giovani artisti e stimolarli ad interpretare, attraverso la fotografia e il linguaggio video e new media, il nostro mondo del vino, con uno sguardo nuovo e innovativo. La prossima esperienza, che partirà a fine mese, vedrà coinvolti gli studenti della Fondazione Modena Arti Visive, in attesa di poter proseguire con il coinvolgimento di una scuola statunitense e una asiatica”.

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