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LA RIFLESSIONE

La guerra riaccende la luce sull’agricoltura. “Sbagliato non accorgersi prima della sua importanza”

Il Ministro Stefano Patuanelli (Politiche Agricole) al quotidiano “Corriere della Sera”: “contadini imprenditori con stessa dignità della manifattura”
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Il Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli in sella nel Giro-E (ph: Giro-E)

Proprio ieri scrivevamo di come le varie crisi, dalla pandemia alla guerra, abbiano riportato l’agricoltura al centro del dibattito e dell’agenda politica, ricordando a tutti quanto, a volte, si dia poca importanza ad una filiera, quella agroalimentare, che è, invece, e ovviamente, indispensabile per la vita.
Un concetto ribadito, oggi, dal Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, al quotidiano “Corriere della Sera”. In un’intervista raccolta da Luca Delli Carri, che ha sottolieneato come la guerra abbia riacceso i riflettori sull’agricoltura, Patuanelli ha risposto: “è così. L’accesso al cibo è democrazia. Nei Paesi poveri le popolazioni hanno difficoltà di accesso al cibo e minori strumenti per la partecipazione democratica alla vita del Paese. La guerra ha rimesso al centro del dibattito pubblico l’agricoltura. L’errore è stato non accorgersi prima di quanto l’agricoltura sia importante. E un settore primario e fondamentale, rappresenta il cibo degli italiani”.
Ancora, ribadisce il Ministro Patuanelli, che, ieri, ha preso parte alla tappa tra Castel San Pietro Terme e Reggio del Giro-E d’Italia, la carovana delle bici elettriche che segue il Giro d’Italia (e che proprio ieri ha celebrato la sua prima “Parmigiano Reggiano Food Stage”, ndr), “in Italia, cibo e bevande non sono solo alimenti nutrienti, sono cultura, tradizione, eccellenza. Ogni piccolo Comune italiano ha almeno un prodotto agricolo e agroalimentare tipico. Il nostro compito è fare sì che queste eccellenze siano valorizzate sul mercato italiano e internazionale affinché le aziende anche piccole possano sviluppare tecniche produttive che tutelano l’ambiente e la biodiversità. Io ricordo sempre ai nostri contadini, e uso apposta questo termine, che sono imprenditori con la stessa dignità della manifattura o degli altri settori produttivi italiani. E dobbiamo ricordarcene anche noi politici, quando con le nostre azioni definiamo la politica economica del Paese”.

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