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NUOVI TREND

La “nuova vita” con il Covid-19, fatta di oggetti prima poco diffusi, e oggi sempre più necessari

Mascherine e visiere di design, ma anche packaging e box per il food e wine delivery personalizzati: i 10 trend da tenere d’occhio per WineNews

La “Fase 2”, quella di sostanziale allentamento delle misure restrittive introdotte con il lockdown di marzo/aprile, è iniziata da pochi giorni, ma è già palpabile come il mondo, la società, e i rapporti umani siano profondamente mutati. Gesti che prima erano scontati ora sono preceduti da titubanza e paura di contagio, certe abitudini che prima erano parte integrante della routine di tutti i giorni, come andare a prendere un caffè al bar con i colleghi e con gli amici, non è permesso, con bar e ristoranti ancora chiusi al consumo in loco, e anche quando lo sarà avrà tutta un’altra faccia. E, al contrario, oggetti e “accessori” che fino a poche settimane fa erano rilegate a certi settori specifici, e non facevano parte dei prodotti di largo consumo, e che, invece, da ora in poi saranno parte integrante della vista di milioni di persone. Chissà in quanti avranno pensato a quali saranno i nuovi oggetti di cui non si potrà più fare a meno, almeno finché dovremo convivere con il virus: WineNews ha deciso di cercarne 10, tra quelli che diventeranno anche settori della moda, quelli insospettabili, e ovviamente, quelli legati al wine & food, settore, soprattutto con la ristorazione, più in difficoltà, ma che ha anche sempre dimostrato una capacità di adattamento e innovazione unica.
L’oggetto che viene in mente per primo è, ovviamente, la mascherina: il suo utilizzo prima era limitato al personale medico, e a chi soffriva di certe patologie. Oggi, e per un bel po’ di tempo, la mascherina sarà alleata quotidiana, e ci accompagnerà giornalmente al lavoro, a casa dei parenti, a fare la spesa, a fare una passeggiata... Per questo, ci sono già tantissime versioni: modelli dal design diverso, fantasie e colori alla moda, in modo da diventare un vero e proprio accessorio da scegliere. Collegati alle mascherine, ci sono i guanti monouso, il cui consumo sta aumentando a doppia cifra: da verificare, lo smaltimento nei rifiuti, per cui c’è già chi sta pensando a produrne versioni biodegradabili. E, sempre a ruota, seguono le visiere: ad ora sono i dispositivi di sicurezza meno diffusi, rispetto a mascherine e guanti, ma è anche vero che rappresentano un ulteriore protezione contro il contagio del virus. Una versione di design e personalizzabile, (chiamato “Soffio” dai suoi inventori, Annalisa Grasselli, Alessio Casciano e Daniele Ruzza) è stata proposta anche come sostituto dei pannelli di plexiglass proposti per i ristoranti, che a detta di tanti ucciderebbero a convivialità. Proprio i separatori di plexiglass fanno parte dei 10 oggetti prima non molto diffusi, che diventeranno sempre di più diffusi: uffici pubblici, negozi, bar, c’è da aspettarsi che in molti luoghi molto frequentati appariranno divisori, di tutte le forme e colori. Compresi gli uffici, dove il plexiglass potrebbe servire a dividere le postazioni dei lavoratori che devono stare troppo vicini. Si continua con i dispenser di igienizzanti: veramente rari da trovare, da adesso sono e saranno praticamente all’ingresso di ogni negozio, ufficio o locale. E non c’è da sorprendersi se si troveranno all’ingresso di eventi, cinema, teatri per un lungo periodo. Per questo, anche qui entra in gioco il design: se ne trova di ogni forma, colore e materiale, con possibilità di abbinare il dispenser all’arredamento, anche di casa.
Come già detto, il settore del wine & food è uno dei più colpiti, ma non per questo si è fermato: il delivery si è diffuso in modo capillare, come unico modo di poter far circolare vino, e i ristoranti anche più piccoli hanno optato per la consegna a domicilio, piuttosto di restare chiusi. Dal 4 maggio, inoltre, è anche permesso il ritiro di ordinazioni nei locali, senza possibilità di consumazione in loco. Ed ecco che, contemporaneamente, si è sviluppato il design e la personalizzazione dei contenitori per il trasporto: di cartone, biodegradabili e con colori e logo personalizzato, in modo da rendere anche il packaging parte dell’eccellenza del prodotto che contengono. Sulla stessa scia, anche il mondo del vino ha visto cambiare profondamente il modo di comprare e consumare: se prima il wine delivery era veramente poco diffuso, durante il lockdown tanti wine lovers e anche tante aziende hanno scoperto la comodità di avere i vini direttamente a casa, ordinando facilmente su internet, anche dai ristoranti che, insieme ai propri piatti, consigliano l’etichetta da abbinarci. Così, sempre di più si sono resi necessari imballaggi speciali, che tenessero a temperatura i vini, e che ne assicurassero l’integrità fino a destinazione, anche in questo caso completi di personalizzazione nella forma, nel materiale, nel colore e nel logo, (come quelli proposti da Cartoplastica).
Ancora sul filone del delivery e dell’asporto, unico modo in cui per ora il settore della ristorazione può sopravvivere, un altro oggetto che prima era diffuso, ma non troppo, sono i bicchierini per il caffè take away: praticamente tutti i bar avevano già i classici bicchierini di plastica, ma non sapendo quando sarà possibile poter riprendere l’abitudine di prendere il caffè al banco, in tanti preferiranno portarselo via. E così, molti bar punteranno, un’altra volta, al packaging, con materiali, forme, colori e logo personalizzato. Altra novità del settore è stato il cocktail-delivery: molti cocktail bar, ovviamente chiusi per l’emergenza sanitaria hanno pensato di far arrivare comunque la loro mixology art ai loro clienti, direttamente a casa. In sacchetti sottovuoto, divisi in monodosi, o in bottiglie sigillate monoporzioni arrivano gli ingredienti per i cocktail, compresi di fetta di arancio o di limone, decorazioni e guarnizioni per il cocktail scelto, a cui aggiungere solo il ghiaccio, con tanto di istruzioni e procedimento per la “costruzione” passo per passo.

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