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LABORATORIO ADOLESCENZA

La prima colazione? In pochi. Al Sud si fa pranzo, a Nord la cena: ecco gli adolescenti a tavola

Tra pasti e preferenze, l’identikit dei giovani italiani in “Adolescenti e Stili di Vita”. La pasta è l’alimento più amato, il 6,4% consuma vino
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L’identikit dei giovani italiani a tavola nell’indagine “Adolescenti e Stili di Vita”

La prima colazione? La fanno in pochi, meglio uno snack fuori pasto. A proposito di pasti, al Sud è il pranzo quello principale della giornata, mentre al Nord è la cena. La pasta è di gran lunga l’alimento più consumato (lo mangia pressoché quotidianamente il 74,4%), seguono il pane (65,2%), la frutta (58%), la verdura (52,9%) e la carne (50,3%). Il 6,4% beve quotidianamente vino ai pasti e il 6,9% birra, mentre il 37,8% consuma abitualmente caffè. Ecco l’identikit dei giovani italiani a tavola che emerge dall’indagine “Adolescenti e Stili di Vita” del Laboratorio Adolescenza e Istituto di Ricerca (Iard) su un campione nazionale di 2.654 studenti delle Scuole Medie Superiori, con un’età di 14-19 anni, critici nei confronti della società, abbastanza studiosi - a sentir loro - ma preoccupati di non riuscire a trovare lavoro, dediti più ai social che allo sport, sensibili ai temi della sostenibilità ma non molto impegnati in attività sociali. Lo sono di più nell’accompagnare i propri genitori a fare la spesa (70%), spinti nell’acquistare per la prima volta un prodotto dai consigli degli amici (80,9%) e, in seconda battuta, dalla curiosità vedendolo esposto (73,1%). L’influenza della pubblicità televisiva è tale sul 41%, ma fa la sua comparsa anche quella sul web (influenza il 15% degli adolescenti). Circa il “dove” si va prevalentemente a fare la spesa alimentare, netta prevalenza del supermercato al Nord e al Centro, mentre nelle isole e soprattutto al Sud si equilibra nei confronti della scelta del negozio specifico.
Continua ad esserci una ampia fascia di popolazione adolescenziale (34% dei maschi e 43% delle femmine) che non consuma la prima colazione. Così come sono meno di un terzo gli adolescenti che consumano regolarmente una merenda pomeridiana, ma più dell’80% consuma snack dolci e salati, caramelle, cioccolata e gelati durante la giornata e fuori dai pasti principali. Il pranzo è di gran lunga il pasto principale della giornata solo al Sud e nelle isole. Nel resto d’Italia pranzo e cena sono percentualmente molto vicini (leggera prevalenza del pranzo), mentre nelle aree metropolitane lo scenario cambia ed è la cena ad essere maggiormente indicata come pasto principale. Il “record” a Milano, dove la cena è il pasto principale per il 62% degli adolescenti intervistati. “Il combinato disposto della prima colazione disertata e dello spostamento del pasto principale dal pranzo alla cena - commenta Gianni Bona, ordinario di Pediatria all’Università di Novara - evidenzia un dannoso squilibrio dell’apporto nutrizionale quotidiano verso l’ultima parte della giornata, proprio quando il consumo energetico diminuisce. Non rispettare le indicazioni ottimali (25% dell’apporto nutrizionale quotidiano la mattina, 50% a pranzo e 25% a cena) compromette il corretto metabolismo e accresce enormemente i rischi di sovrappeso e obesità”.
Tra gli alimenti più consumati, non ci sono legumi, uova e pesce indicati come presenti nella dieta quotidiana occasionalmente o raramente. Consumi e gusti - tranne che per pasta e carne che piacciono molto - non sempre sono allineati. Dolci e salumi (ma anche il pesce) piacciono molto di più di quanto non si consumino, mentre verdura e frutta molto meno. Riguardo le cucine etniche, il campione si divide tra un 40% di “estimatori” (la cucina che piace di più è quella giapponese), un 30% di “curiosi”, che non le hanno mai sperimentate ma vorrebbero farlo (la cucina che incuriosisce di più è quella indiana), ed un 30% di “refrattari”, che le hanno provate ma non gradite o, soprattutto, che non hanno alcuna voglia di sperimentarle (quella che insospettisce di più è la cucina africana).
Accompagnare i propri genitori a fare la spesa è un’abitudine più diffusa e sistematica tra le femmine (il 42% lo fa spesso), mentre per i maschi è più occasionale (la maggioranza, 43,7%, lo fa qualche volta). Mediamente buona (ma ci sono ancora lacune da colmare) la conoscenza delle principali caratteristiche nutrizionali dei principali alimenti. Il 61% è consapevole di cosa significhi “commercio equo e solidale”, mentre solo il 24% riesce a dare una definizione corretta di “filiera corta”. Buone, invece, le conoscenze riguardo i prodotti Ogm. Gli studenti dei licei appaiono mediamente più informati dei loro colleghi delle scuole tecniche e professionali. Riguardo il fenomeno dello “spreco alimentare” nelle famiglie, la causa maggiormente indicata (dal 40%) è stata: “si comprano, per sbagliata valutazione, più prodotti alimentari di quelli che in realtà sono necessari”. “Da un consumo consapevole deriva non solo attenzione verso la propria salute, ma anche attenzione verso l’ambiente - afferma Carmela Favarulo, responsabile Progetti Educativi di Ancc-Coop - i dati che emergono da indagini come questa sono quindi preziose indicazioni per elaborare i percorsi educativi che da anni offriamo alle scuole”.

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