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SEGNALI POSITIVI

La ristorazione italiana contiene (per ora) l’inflazione, e guarda al futuro con più fiducia

I numeri ed il sentiment del settore analizzati da Fipe/Confcommercio. Ma nei prossimi mesi probabile un rialzo dei listini
FIDUCIA, FIPE CONFCOMMERCIO, INFLAZIONE, RISTORAZIONE, Archivio
Il ritorno del turismo dona fiducia alla ristorazione

A giugno 2022 l’inflazione compie un ulteriore balzo in avanti, salendo all’8% (sul 6,8% di maggio). Un’impennata, a livello complessivo, che non si riscontra nel settore della ristorazione, come dimostrano i dati raccolti ed elaborati dall’Ufficio Studi Fipe/Confcommercio. Qui, rispetto a giugno 2021, l’inflazione è salita al 4,4%, nonostante l’accelerazione dei prezzi dei beni energetici (la cui crescita è passata da +42,6% di maggio a +48,7%) e di quelli dei beni alimentari, sia lavorati (da +6,6% a +8,1%) sia non lavorati (da +7,9% a +9,6%). Difficile, però, che, nei prossimi mesi, i listini di bar e ristoranti non vengano maggiormente toccati dalla fiammata inflazionistica che sta attraversando l’intera economia. Tuttavia, pur in uno scenario di grande incertezza, “l’indice di fiducia” del settore “si attesta a 112,0 tornando in territorio positivo dopo 9 mesi”, spiega la Fipe/Confcommercio. E, dopo una prima metà 2022 in recupero, le aspettative per il terzo trimestre “sono caratterizzate da una buona dose di fiducia dovuta principalmente all’impatto della stagione turistica”.

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