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La Stampa / Specchio

Viti vista Ponte Vecchio: dalle vigne di Bibi Graetz, sulle colline di Fiesole, lo scenario spazia su Firenze: il Duomo, l’Arno, i campanili. Bel panorama e ottimi vini, come il Testamatta, punta di diamante della cantina ... Dalle vigne di Bibi Graetz si può godere di una veduta a dir poco sensazionale. Siamo a Vincigliata, sulle colline tra Fiesole e Firenze, e il panorama spazia sulla città che dai poeti fu definita l’Atene del Rinascimento. Si scorgono, nella piana, a pochi minuti di macchina, la cupola del Duomo, le torri, i campanili, il Ponte Vecchio e il nastro d’argento dell’Arno. Ma lo sguardo, abbassandosi sull’orizzonte, si può anche perdere tra i bellissimi filari di Graetz, coltivati con grande cura e con piante molto vecchie (i ceppi hanno tra i trenta e i sessant’anni). Diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, a metà degli anni Novanta Bibi decise di recuperare parte della proprietà paterna e di coltivare i due ettari vitati. Applicò all’agricoltura il suo estro creativo, cercando anche di conoscere il maggior numero possibile di vini, grazie a sedute intensive di degustazione con i suoi amici. Questo suo percorso di conoscenza, agricola e organolettica, giunse a compimento nel 2000, quando uscì la prima etichetta da lui prodotta, che vista la fantasia del soggetto, non si poteva che chiamare Testamatta. Fin dal suo esordio si capì che non si trattava di un semplice esperimento, ma di un vino vero, frutto di ricerca e di grande lavoro in vigna e in cantina. «Siamo dei maniaci», dice Bibi Graetz. «In vigna segniamo con un cordino le tre varietà principali (sangiovese, canaiolo e colorino) e durante la vendemmia compiamo anche quindici diversi passaggi. Per capire quale sia la nostra selezione, basta dire che con diciassette ettari realizziamo solo trentamila bottiglie, una vera e propria pazzia». L’ultimo sogno si chiama isola del Giglio, dove ha deciso di produrre «un grandissimo bianco, che rispecchierà con fedeltà le grandi caratteristiche di questo piccolo terroir in mezzo al mare. Tra l’altro, mi sento profondamente gigliese visto che sono quarant’anni che la mia famiglia va lì in vacanza; poi, le vigne tenute dai vecchietti sembrano dei veri e propri giardini».

Bibi Graetz, 50014 Fiesole (Firenze), tel. 055/597289

Da provare

Grilli ’02 - Il secondo vino dell’azienda è nato da pochissimo (tant’è che non è ancora disponibile l’etichetta) ma dimostra di essere comunque un ottimo prodotto. I vitigni impiegati sono gli stessi del fratello maggiore, il Testamatta. Il colore è rosso intenso con profonde sfumature violacee, al naso è espressivo e dispensa ottime sensazioni di frutta rossa e di spezie dolci (pepe e vaniglia), la bocca è all’altezza grazie a note di ciliegia, fragola e prugna. Prezzo medio in enoteca: 21 euro

Bugia del Giglio ’02 - L’unico vitigno coltivato dell’isola si chiama ansonaca, un’uva autoctona che si trova soltanto qui, nel Sud della Toscana e in Sicilia, dove viene chiamata inzolia. La parte agricola del Giglio è interamente terrazzata fin dai tempi dell’Impero Romano; i muri di contenimento sono costruiti a secco. L’ansonaca è un vitigno molto resistente ai climi aridi e alle temperature elevate. Un vino al suo debutto, prodotto in pochissime bottiglie, ma che dalla prossima annata saranno tremila. Prezzo medio in enoteca: 40 euro

Testamatta ’01 - Il vino di punta della cantina prevede l’utilizzo di cinque vitigni (sangiovese, canaiolo, colorino i principali, con piccole aggiunte di moscato e malvasia nero). Ha un colore molto concentrato, profumi fruttati e speziati; in bocca è molto potente. Prezzo medio in enoteca: 80 euro

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