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La Stampa

Prezzi «popolari» per le grandi firme del vino: la Coop scommette sul settore e apre una catena di enoteche nei suoi punti vendita ... Coop Italia investe nel vino, dopo averlo fatto sui prodotti tipici (ha sottoscritto un accordo con Slow Food per la loro valorizzazione, anche attraverso la vendita nei propri esercizi). «Stiamo puntando molto sulla progettazione e sulla formazione del personale per curare la qualità del servizio e la gestione del prodotto e degli scaffali - spiega Sergio Soavi, responsabile acquisti per il vino della grande catena di distribuzione -. La Coop vuole affermarsi nel mercato del vino di qualità e dialogare con le aziende, chiedendo di condividere la sua idea progettuale. Su questo potenziamento investiremo risorse economiche ed umane. Due saranno gli argomenti forti: il fattore qualità-prezzo, un parametro che ormai anche i "guru" del mondo del vino stanno tenendo in grande considerazione, e l'abbinamento cibo-vino». Tutto questo logicamente incrociato con il rapporto con il territorio, un'operazione culturale prima che commerciale che unirà il punto vendita Coop al territorio in cui opera ed ai vini della zona, oltre ai prodotti tipici di qualità. Inoltre, ci sarà spazio anche per tante buone etichette nazionali, senza necessariamente scegliere solo le «blue chips». Coop Italia in un anno movimenta 180 miliardi di vendite nel settore enologico. «Il mercato del vino italiano sta dando soddisfazioni - continua Soavi - e le proiezioni per il futuro sono buone: le bottiglie della "fascia" Coop sono passate, in soli 2-3 anni, dalle 5000 alle 8000-10.000 lire. Ma, in alcuni punti vendita, come Ferrara, Follonica o Perugia in Umbria, abbiamo realizzato una politica di qualità, creando una sorta di enoteca nel supermercato dove si vendono prodotti come Sassicaia, Barbaresco e Sorì Tildin di Gaja, Solaia e Tignanello di Antinori, Giulio Ferrari Riserva delle Cantine Ferrari, Summus di Castello Banfi, assortimenti di livello di Brunello e di Champagne». Dopo aver ben analizzato il mondo del vino ed aver sondato i gusti dei consumatori con uno studio statistico che sta dando grandi risultati adesso Coop è a buon punto nel suo progetto. Un progetto che vale chiaramente per i supermercati, anche se ci sono tante aree di sovrapposizione con gli ipermercati, e che, comunque, sarà condotto con la politica dei piccoli passi. «In questa fase quello che Coop Italia vuole - conclude Soavi - è lo scambio di idee, opinioni, progetti, ma anche fare acquisti, in maniera costante e diretta, di prodotti dalle migliori aziende italiane. Coop, chiaramente, si impegnerà al rispetto dei prezzi di vendita, ad una migliore cura del servizio e di gestione degli scaffali. Insomma, Coop vuole proporsi alle aziende italiane del vino come un treno che passa adesso e che vuol dare ottime opportunità, in futuro, ai produttori enolgici del nostro paese».

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