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La Stampa

Nel Gotha del vino il Barolo batte il Brunello. Oggi al Salone del Gusto la premiazione dei "Tre Bicchieri" ... Oggi al Salone del Gusto è il giorno del vino e non solo per le 2500 etichette a disposizione degli appassionati nella grande enoteca allestita tra i padiglioni della kermesse torinese. All´Auditorium «Agnelli» del Lingotto, Slow Food e Gambero Rosso celebreranno stamani dalle 10,30 il rito della premiazione dei «Tre Bicchieri». Il Gotha dell´enologia nazionale è chiamato a raccolta per applaudire e applaudirsi: sono 250 i vini che la «Guida 2003» (tirata in tre lingue e 150 mila copie) ha eletto quest´anno al top della qualità. Nel campionato virtuale, ma non troppo, viste le ricadute commerciali che il giudizio della Guida ha sul mercato reale, c´è da registrare un sorpasso della Toscana sul Piemonte (63 a 60), seguiti a distanza dal Friuli con 25. Tutte le regioni hanno almeno un loro vino premiato, tranne la Liguria. Nella sfida tra le due regioni leader c´è da segnalare il confronto Barolo-Brunello di Montalcino finito 19 a 11. «Sarà una grande festa, ma voglia ricordare che la nostra guida non è solo fatta per i Tre Bicchieri» annota Gigi Piumatti di Slow Food, che da quest´anno affianca Daniele Cernilli del Gambero Rosso, alla guida del pattuglione di un centinaio di degustatori. Hanno selezionato 13.336 vini di 1884 produttori. «Tutte le bottiglie sono state rese anonime, siamo grandi consumatori di pellicole di carta stagnola» assicurano i curatori, con un tocco d´ironia. Alle finali sono arrivati un migliaio di vini e da questi è emerso l´atteso responso dei «Tre Bicchieri». Chi è a un passo dal vertice avra in guida «due bicchieri colorati», ma è certamente l´elenco dei top-wines a fare notizia e non solo in Italia. Il mercato del vino italiano ha vissuto anni di crescita esaltante: per la prima volta ha superato in valore dell´export (sfiora i 2,5 miliardi di euro) il settore dell´ortofrutta, diventando leader in positivo della bilancia agroalimentare. Ma l´andamento delle economie nei Paesi che più hanno dimostrato di apprezzare il vino italiano (Usa e Germania in testa) stanno facendo rallentare il passo. E più c´è l´ingresso in grande stile sul palcoscenico mondiale di nazioni quali l´Australia, il Cile il Sud Africa che contendono quote di mercato a italiani e francesi, le bandiere dell´enologia del Vecchio Continente. Commentano Piumatti e Cernilli: «Di sicuro tranne pochissimi vini di culto, frutto di anni di lavoro attento dei produttori, sembra finita l´era dei rialzi allegri. Chi pensasse di poter vendere facilmente Barolo e Supertuscans ad oltre 40 euro a bottiglia già in cantina potrebbe avere brutte sorprese». Ovvero non tutti possono stare sulla punta della piramide. La guida contiene anche le indicazioni di otto fasce di prezzo, da meno di 3,5 euro a oltre 40. E molti dei top sono in questa fascia alta che fa immagine. A Slow Food stanno riflettendo anche su diversi parametri di valutazione, che superano la sola analisi sensorile. «Pensiamo, per esempio anche al grado di rispetto ambientale espresso dalle singole aziende e a come tutelino i dipendenti» commentano ai vertici del sodalizio. «I tre Bicchieri sono un biglietto da visita importantissimo» ammette Valentino Migliorini del Podere Rocche dei Manzoni di Monforte, che quest´anno ha vinto con un Langhe rosso Quatr Nas. Tra i «Tre Bicchieri» emergenti anche nomi che nascondono grandi investimenti come quello di Gianni Zonin in Sicilia, premiato con il «Delialla» ottenuto dalla vigne del Feudo Principe di Butera, inaugurato ufficialmente questa primavera e firmato dal piemontese Franco Giacosa. Il vino rosso dell´anno è stato giudicato il «Patrimo» dei Feudi di San Gregorio a testimonianza della crescita dell´enologia in Campania e in tutto il Sud, mentre per i vini dolci emerge l´«Asti De Miranda» della Contratto, di Carlo e Antonella Bocchino. Questo spumante «made in Canelli» ottenuto da uve moscato con il metodo classico sarà protagonista alle 18 di un «laboratorio del gusto» con dimostrazione della tecnica di «dégorgement a la volée». Tra i più attesi alla cerimonia di oggi il «patriarca del Barolo» Bartolo Mascarello. «Sono tornati a premiarmi, ma io la barrique nella mia cantina continuo a non usarla» ha detto, con la consueta schiettezza, intervenendo a 76 anni e in sedia a rotelle, ad un incontro con l´autore, nel primo giorno del Salone. Mascarello è il leader dei tradizionalisti del Barolo. Combatte con immutata tenacia le tecniche di concentrazione enologica e di affinamento in barrique e il dilagare dei capannoni in Langa.

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