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La Stampa

E´ italiano il brindisi di Capodanno: al top delle preferenze l´Asti e il Prosecco. Il mercato degli spumanti nazionali fa segnare un giro d'affari di 330 milioni di euro ... Brindisi al nuovo anno all'insegna del made in Italy. Le stime di Assoenologi sottolineano infatti che i numeri del 2002 (75 milioni di bottiglie di spumante italiano per un giro d'affari di oltre 330 milioni di euro) rappresentano una quota sensibilmente superiore a quella dello scorso anno sia in termini di volume sia dal punto di vista del valore. Al conto - precisa il direttore generale, Giuseppe Martelli - occorre aggiungere una cifra almeno doppia per gli altri vini scelti per i pranzi e le cene delle feste per un valore di un milione di euro contro gli 800 milioni del consuntivo di dodici mesi fa». E Martelli prosegue: «E' un premio alla produzione italiana decisamente preferita a quella d'Oltralpe. A guidare la classifica delle bollicine c´è l'Asti con una richiesta di quasi il 10% in più rispetto al 2001, per un totale 70 milioni di bottiglie di cui il 70% venduto in 30 paesi esteri e il 30% in Italia. Il consumatore sceglie sulla base del rapporto qualità/prezzo per i vini di fascia media e qualità/prezzo/immagine per quelli di alto livello. Sugli scaffali sono sensibilmente diminuiti gli spumanti di "primo prezzo", da un euro o poco più, mentre hanno registrato un grande successo le bottiglie Metodo Classico. In termini gernerali, inoltre - conclude il direttore di Assoenologi - per la prima volta il vino italiano esportato in bottiglia ha superato quello sfuso e il made in Italy ha sorpassato in quantità e valore quelle francesi sul più grande mercato del mondo, quello degli Stati Uniti». Anche le previsioni della Coldiretti assegnano il primato di fine d´anno agli spumanti made in Italy: in testa a tutti Asti e Prosecco. E i consumatori si stanno ormai abituando a distinguere tra metodo Charmat, con fermentazione in autoclave, e metodo classico, con fermentazione in bottiglia, il che comporta una lavorazione fino a tre anni, da cui un prezzo più elevato. In pieno accordo con le altre fonti la Confederazione italiana agricoltori: gli italiani, nonostante il calo di alcuni consumi cosiddetti voluttuari registrato a Natale, non rinunciano alla qualità dei nostri prodotti e, per quanto riguarda il brindisi dell´ultima notte dell´anno, su 100 bottiglie stappate 90 saranno di spumante nazionale, Asti e Prosecco in testa. Il settore delle bollicine chiude dunque il 2002 all'insegna dell'ottimismo. Un´ulteriore conferma viene dalla Confagricoltura, che segnala una sensibile ripresa per i prodotti nazionali e un calo per quelli esteri. «Nel segmento spumanti metodo Classico - spiegano all´ufficio studi dell´organizzazione agricola - sono in flessione soprattutto le vendite di Champagne la cui distribuzione in Italia dovrebbe scendere al di sotto dei 7 milioni di bottiglie. Mantiene, invece, la posizione lo spumante Classico italiano con 17 milioni di bottiglie sul mercato di cui un milione all'estero. Ma sui dati che vedono in calo lo Champagne non concorda l'associazione dei produttori del più celebre vino francese: il 2002 - dicono - fa segnare un leggero incremento rispetto allo scorso anno, con una media d´esportazione in crescita del 10-12% che in Italia si dovrebbe attestare vicino al 20. «In aumento soprattutto i cuvée speciale, gran cru e ancora premier cru millesimati. La nuova tendenza è il blanc de banc - come precisa Sandro Rinaldi, responsabile Italia di Nicolas Feuillatte - prodotto solo con pinot noir. La richiesta è sempre più verso prodotti di qualità. Il millesimato ha avuto una netta impennata». «Lo Champagne è sempre lo Champagne - ribadisce Richard Dailly, chef de cave di Jacquart - anche l´annata 2002 darà a suo tempo grandi soddisfazioni agli appassionati, la vendemmia è stata da grande millesimato». E fra le novità proposte dalla maison per fine anno c´è la rivisitazione della classica boite, che diventa blu, colore simbolo della Jacquart.

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