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La Stampa

Le foglie di vite come guida nel giorno di Cantine Aperte: oggi in 900 aziende debutta il nuovo simbolo che valuta la qualità ... Chiamatelo «Wine Day», o più famigliarmente «Cantine Aperte», fatto è che quest’appuntamento di fine maggio è ormai segnato in rosso sulle agende di tutti gli appassionati del buon bere. L’anno scorso sono stati più di un milione a visitare le oltre 900 aziende vinicole che hanno spalancato loro le porte ed oggi l’undicesima edizione della manifestazione promette ancor meglio. Dal Piemonte alla Sicilia, dal Veneto alla Toscana la penisola del vino si risveglia per offrire il meglio di sè a quel popolo di enoturisti che, nel 2002, hanno garantito al settore un fatturato pari a 2,5 miliardi di euro. Naturalmente, un’attenzione così forte va coltivata e garantita: ecco perchè il Movimento Turismo del Vino ha deciso di puntare a fondo sulla qualità, attraverso la certificazione dell'accoglienza in cantina, rendendo immediatamente evidente al cliente-consumatore il livello del servizio offerto con il simbolo delle foglie di vite, così come per gli hotel ci sono le stelle e per i vini i bicchieri. «Per accogliere gli enoturisti - spiega Francesco Lambertini, presidente del Movimento Turismo del Vino - non basta aprire le porte dell'azienda: sempre più importante è offrire standard di qualità. Per questo abbiamo creato il “Decalogo dell'Accoglienza”, certificato dalla società Csqa e realizzato con il sostegno di Coop Italia». Oggi sarà il debutto ed il primo banco di prova di questa nuova classificazione: le foglie saranno da tre a cinque, con una categoria «super» in oro. Gli elementi di base per valutare una cantina sono tre: infrastrutture, tipo di accoglienza e professionalitò degli addetti al ricevimento. Le cantine dovranno, ad esempio, avere una segnaletica adeguata, disporre di parcheggi adeguati tanto alle auto che ai pullman, proporre degustazioni guidate da esperti, distribuire materiale informativo sull'azienda e sul territorio stampato in almeno due lingue, essere disponibili ad accolgliere il pubblico la domenica e gli altri giorni festivi. Tanto migliore sarà l’organizzazione quanto più alto sarà il numero delle «foglie» assegnate. Indicazioni senz’altro utili per dare regole certe al settore, ormai lanciato nel circuito del turismo internazionale e oggetto di analisi approfondite, come nel caso di Montefalco, in Umbria, dove una ricerca della Fondazione Agnelli ha dimostrato che l’enogastronomia è in grado di creare sinergie virtuose con l'arte, la storia, l'architettura, il paesaggio, le tradizioni. E un intero capitolo della ricerca è stato dedicato alla cantina Arnaldo Caprai, a cui va il merito di aver riscoperto e valorizzato il Sagrantino. Oggi chi è in cerca di idee per questa giornata di festa del vino può scegliere tra centinaia di proposte. Tra le più significative, nell’Astigiano, l'azienda Braida, di Rocchetta Tanaro, apre un museo delle etichette dedicato a Giacomo Bologna e Michele Chiarlo, a Calamandrana, anticipa in immagini l'apertura del suo parco viticolo-artistico La Court: percorsi guidati in notturna, punti panoramici sulle vigne e sculture esclusive, in una scenografia di Lele Luzzati. Dalla Toscana, invece, l’invito della Federazione Italiana amici della Bicicletta, che organizza un tour tra le cantine nell'area del Chianti, con quattro guide a disposizione per tutti gli amanti del «bike-wine tour».

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