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La Stampa

I bianchi star dell’estate. Perdono terreno i vini di carattere “globale” ... Ci sono tante ragioni per fare il giro dell’Italia: arte e cultura, storia e architettura, natura e gastronomia. Abbinarare alla visita di una città o delle colline, di un paradiso della montagna o una località delle coste una tappa alla scoperta dei vini bianchi è una preziosa opportunità per gustare il tesoro dell’enologia. Bere bianco d’estate, ma non solo, è “cool”. Il made in Italy cresce sempre più in appeal. Perdono punti i vitigni internazionali di “gusto globale” come il Pinot grigio e il Sauvignon, mentre fa sempre più tendenza fra i consumatori l’etichetta di grandi vitigni autoctoni che percorrono la strada dell’eleganza e del carattere del territorio, hanno radici consolidate, raccontano la storia del lavoro nel vigneto e in cantina, rappresentano il patrimonio delle regioni a tavola. Il sito www.winenews.it ha unito il nord con il Sud, in questo viaggio nei bianchi e nel brindisi tutto italiano. La partenza è con i più gettonati, quelli che hanno una forte tradizione e un nome che a sinonimo di qualità e autorevolezza. Ecco, quindi, il Verdicchio marchigiano, dalla Campania il Greco e il Fiano, il Gewurztraminer dell’Alto Adige, Tocai e Ribolla Gialla del Friuli Venezia Giulia, il siciliano Insolia. La classifica prosegue con Vermentino, Timorasso e Vernaccia. Vanno forte anche bottiglie di grande personalità e strutturale come il Collio Tocai Friulano Ronco delle Cime 2001 della cantina Venica & Venica, il siciliano Insolia 2001 dell’azienda Feudo Principi di Butera di Gianni Zonin, il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Casal di Serra 2001 di Umani Ronchi. E si prosegue con il Trentino Chardonnay Ritratti 2001 della Cantina La Vis, il Furetta Mandrarossa 2001 dell’azienda Cantina Settesoli, un blend di Chardonnay e Grecanico. E’ piemontese il Colli Tortonesi Martin 2000, Timorasso in purezza di Franco Maria Martinetti, mentre per l’Umbria www.winenews.it segnala il Grecante 2001 di Arnaldo Caprai (100% Grechetto) e il Cervaro della Sala 2000 di Antinori. Per le scelte più ricercate questa panoramica del brindisi spazia fra il ligure Vermentino Le Serre 2001 di Luigi e il Vermentino di Sardegna Cala Silente 2001 di Santadi, fino alla tappa pugliese con il Gravina Bianco 2001 di Botromagno, da uve Greco e Malvasia bianca.
L’estate poi, è la stagione migliore per accostarsi alle bollicine. La scelta è articolata: dal Franciacorta Sàten Selezione 1997 della Contadi Castaldi al veneto Prosecco di Valdobbiadene Garnei Dry 2001 dell’azienda Bisol. Per brindisi eccezionali si può puntare su etichette top come il Gran Cuvée di Bellavista, il Trento Giulio Ferrari “Riserva del Fondatore” 1993, Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi 1995 di Ca’ del Bosco e le bollicine Cesarini Sforza.
Per il matrimonio con i dolci è ottimo un Brachetto d’Acqui Rosa Legale 2001 di Vigne Regali, la cantina piemontese della Castello Banfi di Montalcino.

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