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La Stampa

A fine d’anno brindisi da un miliardo. Per il vino le previsioni sono buone, fa premio il rapporto prezzo-qualità. Assoenologi: solo di spumante pronte 125 milioni di bottiglie ... Natale e Capodanno più austeri, ma anche più conviviali: questo il trend che emerge sempre più forte dalle previsioni per le prossime feste. Un panorama in cui il vino dovrebbe trovare senza troppe difficoltà i suo spazi sulle tavole e tra i regali. L’Assoenologi mette in conto che si stapperanno 125 milioni di bottiglie di spumante italiano, per un giro d’affari di quasi 550 milioni di euro. “A questi - spiega il direttore di Assoenologi, Giuseppe Martelli - bisogna aggiungere una cifra almeno doppia per gli altri vini, il che fa salire il calore complessivo ad oltre un miliardo di euro. In questo contesto il consumatore continuerà a prediligere vino con il miglior rapporto prezzo-qualità-immagine. E le rilevazioni di Assoenologi sui prezzi mettono quest’anno in luce un orientamento verso prodotti di qualità, ma di prezzo contenuto. Al Nord solo il 10% degli intervistati ha detto di voler spendere oltre 30 euro per una bottiglia di spumante l’anno scorso eravamo oltre il 20%), mentre al Sud si scende abbondantemente sotto il 12%. L’Asti rimane comunque lo spumante più venduto nel mondo e si stima che nel periodo natalizio saranno stappate 15 milioni di bottiglie in Italia e 25 milioni all’estero.
Se nei primi otto mesi dell’anno i nostri spumanti hanno perso terreno in Europa hanno però avuto una forte crescita al di là degli oceani, dove le vendite sono cresciute del 40% negli Usa, del 96% in Canada e del 70% in Giappone. Per i regali un’indagine del sito enologico “Winenews” indica come vincenti i prodotti in cui si abbinano tradizione e nuove interpretazioni. I principali esempi citati in questo senso da “Winenews” sono, nel mondo delle bollicine, in Franciacorta Satèn 2000 di Contadi Castaldi o il prosecco di Valdobbiadene Dry Carnei 2003 di Biso. Per i rossi si va dal Barbera d’Asti Superiore Nizza la Court 2001 di Michele Chiarlo al Chianti Classico Castello di Fonterutoli 2001), per passare al Brunello Poggio alle Mura 1999 di Banfi o al Montefalco Sagrantino 25 anni di Caprai - Val di maggio, fino allo Syrah 2002 di Planeta. Tra i bianchi spiccano il Ritratto Bianco 2002 della Cantina La Vis e il Verdicchio dei Castelli di Jesi Elenio 2001 di Umani Ronchi.
Da parte sua il presidente dell’Enoteca d’Italia, Pierdomenico Garrone, consiglia istituzionalmente di puntare sui 350 vitigni autoctoni nazionali “Tra i quali - ricorda - c’è l’opportunità di trovare, a partire da una spesa di 4 euro, un prodotto di qualità che consente di scoprire la spiccata personalità dei nostri prodotti enologici, rappresentanti nella “Gran carta dei vini d’Italia”. Altre indicazioni vengono dalle classifiche nazionali e internazionali: quella completa dal mensile "Gentlement" indica, primo in assoluto tra i 100 migliori vini italiani, il Montefalco Sagrantino 25 anni di Arnaldo Caprai, segue il Merlot della maremma Masseto 2001 della Tenuta Ornellaia. Tra i piemontesi sono capifila il Barbaresco Rabajà 2001 di Bruno Rocca ed il Barbaresco 2001 di Gaja. Infine la top ten di Wine Spectator, la “bibbia” del vino mondiale annovera ben tre italiani: sono il Barolo Bric del Fiasc 2000 Paolo Scavino, piazzatosi al quarto posto, il Masseto 2001 Tenuta dell’Ornellaia, arrivato sesto, e il Flaccianello 2001 Fontodi, in decima posizione.

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