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La Stampa

Sagre addio, sono più chic le degustazioni di vino. Un hobby costoso ma meno pericoloso del bricolage … Le degustazioni di vini imperversano: anche nei luoghi di vacanza stanno sostituendo le vecchie sagre gastronomiche. Quelle in cui, seduti su panche scheggiate (un graffio sulle gambe o una spina sotto le unghie non mancava mai), si mangiava polenta e salciccia nel bel mezzo d’agosto, mentre intorno i bambini scorazzavano in libertà e l’orchestra dei Merenderos intronava le orecchie. Le degustazioni di vino sono molto più chic e si capisce, costano conseguentemente di più. Sono il nuovo hobby maschile, meno pernicioso del bricolage, meno ingombrante e soprattutto meno persistente. Infatti, dopo essersi atteggiati a sommelier professionisti di lungo corso ed aver sciorinato tutta una serie di valutazioni fantasiose su colore odore sapore retrogusto eccetera dei vini in questione, gli uomini, quando si informano dei prezzi delle bottiglie, hanno un piccolo ripensamento riguardo ai progetti di acquisti faraonici che avevano in mente. Sempre che siano ancora in grado di ripensare o semplicemente pensare. Se non lo sono, le mogli o compagne li tirano affettuosamente via, li portano a mangiare qualcosa (nelle vere degustazioni le cibarie non esistono) e la sbronza li passa quasi subito. (arretrato di "La Stampa" del 7 agosto 2005)

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