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La Stampa

Abramovich dal petrolio al Brunello… Roman Abramovich, il miliardario russo, poteva venire in Italia a comprare Cassano per il Chelsea, e invece preferisce occuparsi di vini e vigneti. Da qualche tempo un suo intermediario sta battendo la zona di Montalcino, in provincia di Siena, alla ricerca di cantine in vendita. Aveva provato con Castello Banfi, una delle più importanti aziende produttrici del Brunello, ma si è sentito rispondere no ad un offerta di 500 milioni di eruo. Allora si è indirizzato su altre realtà della zona. Pare che le trattative con tre cantine, l’Argiano, il Col d’Orcia e il Poggione siano vicine alla conclusione per cui Abramovich diventerebbe tra breve un produttore di Brunello dopo esserne da alcuni anni un raffinato consumatore. Abramovich ama il lusso con la famelicità di chi, da giovane, non se lo poteva permettere. Nato 39 anni fa a Saratov, a 800 chilometri da Mosca, a un anno e mezzo rimase orfano di madre, a quattro anni gli morì il padre in un incidente in un cantiere e crebbe presso la famiglia ebrea di uno zio paterno a Komi, nella Russia del nord-ovest. Una terra lontana e inospitale come lo è la Chukotka, di cui è governatore da cinque anni. Ma anche lì ci sono i giacimenti petroliferi che gli anno permesso di diventare nel marzo scorso l’uomo più ricco di Russai e il ventunesimo del mondo.
Uno così non si nega nulla, se ha uno sfizio se lo leva. Gli piaceva il calcio e ha comprato a Londra, dove vive per una buona parte dell’anno, il Chelsea, club nobile e un po’ decotto per il quale tifa Tony Blair: in due anni e con investimenti pesanti l’ha portato a vincerete la Premiership, la serie A inglese, come non capitava da mezzo secolo. Oggi il Chelsea domina in Inghilterra ed è tra le migliori squadre del mondo. Ora che ha venduto al governo russo il 72 per cento della Sibneft, la cui compagnia petrolifera, ricavando 11 miliardi di euro. Abramovich sta cercando nuovi settori per investire l’enorme liquidità. Adora il Brunello, perché berlo soltanto quando lo può produrre?

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