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La Stampa

Il pilota del Brunello ... Il suo Brunello di Montalcino 2001 ha volato alto fino a raggiungere l’empireo titolo di miglior rosso dell’anno, assegnato dalla “Guida dei vini d’Italia”. Una bella soddisfazione per Diego Molinari, giunto dalla campagna toscana a Torino a prendersi il premio, alla bella età di 75 anni. Sguardo fiero e lingua sciolta, di chi è abituato a girare il mondo. E “il comandante” di chilometri ne ha percorsi davvero tanti, prima come pilota dei caccia e poi per 25 anni all’Alitalia dove fu tra i primi a pilotare i Jumbo sulle rotte atlantiche. “Anni belli per chi lavorava in aviazione” li ricorda ora senza rimpianti.
“Quando nel 1976 ci fu la possibilità della pensione la colsi al volo e con la liquidazione acquistai il podere”. Cominciò così l’avventura enologica che gli era stata ispirata, anni prima, a Parigi, da un cuoco franco-piemontese: “Pierre nel suo ristorante mi sorprendeva con grandi Bordeaux e Borgogna, ma soprattutto con certi Barolo degli Anni Trenta che aveva salvato dalla guerra murando le bottiglie in cantina”. Molinari di origine pavese, con residenza a Roma, scelse così la Toscana e vi si immerse con la moglie Nora.
“Abbiamo sbagliato nella vigna e in cantina, ma lavorando sodo anno dopo anno, siamo riusciti a decollare”. Senza però mai staccarsi dai tre ettari e 160 metri quadri di filari che, quando va bene, danno ottomila bottiglie di Brunello e seimila di Cerbaiona Igt. Una figlia a Roma e uno a Torino, “il comandante” ora si gode il titolo di miglior rosso dell’anno, e quando nel cielo della sua vigna passa un jet, alza appena gli occhi. “Su questa terra ci stiamo bene”.

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