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La Stampa

E le cantine dei Colli Piacentini scelgono il “modello Piemonte” ... Dici Piacenza e pensi alla pianura padana, alle zanzare, alla picula d’caval (stracotto di asina) e alla mariola (salame di maiale). Non certo ai vini di collina. Eppure da queste parti si trovano antichi vitigni autoctoni - come la Malvasia di Candia aromatica, l’Ortrugo o l’Ervi (incrocio tra Barbera e Croatina) - e vini come il Gutturnio (dal 55 al 70% di uve barbera e il 30-45 % di bonarda) che stanno trovando consensi inaspettati sui mercati internazionali. Nei condomini di Milano ci sono ancora oggi venditori ambulanti che portano lo sfuso rosso dei Colli piacentini ai bricoleur che vogliono imbottigliarselo in casa. Eppure le vigne a cordone speronato di aziende come Perinelli, Uccellaia, Poggiarello, Luretta, hanno ricevuto lusinghieri giudizi nelle ultime guide enoiche e stanno conquistando importanti contratti con l’estero.
Racconta Carla Asti, della Luretta di Gazzola (250 mila bottiglie, rese da 50 quintali per ettaro): “Abbiamo siglato contratti di esportazione in California e alle Hawaii per il Sauvignon e la Malvasia di Candia, premiata al Grand Jury Européen tra i primi sette migliori bianchi italiani: un successo che ha stupito anche noi”. Le famiglie Ferrari & Perini, un nucleo d’attacco di otto persone che sta aggredendo i mercati con il marchio “Cantine 4 Valli”, ha trasformato la piccola azienda nata nel 1882 in un centro servizi che segue la produzione di sei diverse etichette e arriva a produrre 2 milioni di pezzi, dai “bag-in-box” per la grande distribuzione estera ai vini premiati con i “tre bicchieri” della tenuta storica Il Poggiarello.
Spiega Stefano Perini, soddisfatto dei contratti siglati all’ultimo Vinitaly: “Negli Usa vendiamo 200mila bottiglie, in Europa 100mila e siamo anche arrivati in Giappone, con 60mila, e a Singapore con 15mila”. L’ultimo nato della famiglia dei grandi rossi è “‘l Piston”, una magnum che è un vino d’artista realizzato con l’aiuto di Franco Ilari e del pittore Armodio. È un Colli Piacentini Doc di Barbera al 100 per cento, che bene si addice alla rete di Castelli del Ducato che stanno creando un turismo eno-gastronomico tra Val Nure, Val Trebbia, Val d’Arda e Val Tidone. Il più elegante è nel castello medievale di San Pietro in Cerro, si chiama Locanda del Re Guerriero. Commenta Perini: “Il modello Piemonte del vino sta diventando vincente anche qui”.

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