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La Stampa

“Per chi avvelena il cibo pene uguali ai pusher” ... 4 domande al ministro Luca Zaia... Ministro Luca Zaia, dal dicastero delle Politiche agricole lei vuoi lanciare un’offensiva contro sofisticatori e falsari del Made in Italy. Come?
“Sto pensando ad un disegno di legge che equipari chi sofistica cibi e vini agli spacciatori di droga. Chi attenta alla salute dei consumatori è un mercante di morte come chi vende stupefacenti e credo che le pene per i due reati debbano essere le stesse, aumentando quelle per gli avvelenatori alimentari”.
Una linea molto dura, è convito che potrebbe passare?
“Posso rispondere con certezza che quando parlo con gli agricoltori sento le stesse cose che mi dicono i consumatori: chiedono di essere difesi da chi mette a repentaglio la loro salute e il guadagno del loro lavoro. Credo che un provvedimento del genere interpreterebbe le esigenze di entrambe le categorie di cittadini. Comunque sono convinto che non si debba considerare con la minima indulgenza chi specula sulla pelle della gente. I sofisticatori agiscono senza pietà e per puro lucro, proprio come i pusher”.
E per i falsari? Mano pesante anche con loro?
“Certo le truffe sono una cosa diversa dal danno fisico, qui le sanzioni sono adeguate, ma bisognerà che siano applicate senza sconti. Il danno che deriva al nostro Paese da queste azioni disoneste è enorme, tanto in termini di immagine, tanto in disastrose ricadute di mercato”.
Che si può fare, invece, contro la pirateria alimentare straniera?
“Lì deve intervenire l’Ue e ho intenzione di essere molto chiaro con Bruxelles a proposito di quel che l’Italia si aspetta in questo senso”.

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