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La Stampa

“Bloccherò l’Europa del sulla riforma del vino” ... Luca Zaia, ministro dell’Agricoltura... La vendemmia è in corso e i primi dati confermano che l’Italia riuscirà a portare a termine l’annunciato sorpasso sulla Francia, ma il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, è preoccupato. “L’Ocm vino è un disastro programmato soprattutto sul fronte delle denominazioni - dice - rischiamo di perdere oltre il 60% delle Doc, Docg e Igt. Un pericolo che sottolineo da oltre tre mesi, anzi sin da quando ero assessore all’agricoltura della regione Veneto, dove vino se ne fa tanto e buono”. Allora, nonostante modifiche in corso d’opera e trattative, la riforma europea così com’è per l’Italia non funziona?
“Quella dell’organizzazione comunitaria del mercato del vino è una riforma scritta con poco rispetto per l’Italia che, con i suoi 49 milioni di ettolitri, è il primo produttore dell’Unione. Ora dobbiamo riposizionarci all’interno del negoziato e ridiscutere i punti che mortificano le produzioni italiane”.
Quindi per lei la partita non è chiusa, ma a Bruxelles sono dello stesso parere?
“Se la pensano diversamente temo proprio che dovranno ricredersi: ho intenzione di usare tutte le leve a mia disposizione per bloccare le misure proposte dall’Unione europea ed evitare una riduzione davvero troppo grave del patrimonio enologico nazionale”. Può riassumere i punti che danneggerebbero l’Italia?
“La nuova classificazione imporrà ad un territorio una sola Dop o Igp, quindi, tanto per fare un esempio, a Montalcino la Dop Brunello cancellerà le Doc Rosso di Montalcino, Sant’Antimo e Moscadello. Inoltre il meccanismo delle scelte vendemmiali, che prevede in annate particolarmente sfavorevoli di declassare i vini da Docg a Doc o a Igt, non sarà più possibile. A tutto ciò si aggiunge il fatto che il riconoscimento delle denominazioni spetterà alla Comunità Europea e, benchè tutte le denominazioni vigenti al momento dell’entrata in vigore del Regolamento potranno ottenere il loro riconoscimento adeguandosi alle nuove norme, se non lo faranno potranno essere eliminate direttamente dalla stessa Commissione”. Come intende far cambiare le cose? “Come ho fatto per il Wto: se non ci danno retta blocco tutto. Siamo alla viglia della verifica sullo stato di salute della poltica agricola comunitaria e non credo che a Bruxelles abbiano voglia di trovarsi davanti al voto contrario dell’Italia. E comunque, se si va avanti così, possiamo anche pensare ad una rinazionalizzazione degli aiuti agricoli. Noi non vogliamo chiamarci fuori dall’Europa, ma, siccome l’agricoltura sappiamo farla, e bene, i nostri soldi possiamo pensare di gestirceli da soli invece di buttarli in un calderone per poi aspettare col cappello in mano che ci ridiano quel che è nostro. Senza contare che il nostro successo nel vino dipende proprio dalla varietà delle produzioni. Sui mercati i vini di gusto “internazionale” stanno crollando, mentre quelli legati a vitigni e territorio vincono. Questo, insieme con la qualità, è la nostra forza”. Purtroppo ci sono anche i casi come le 30.000 bottiglie di falso Amarone sequestrate in settimana. “Già, ma il fatto che la Forestale le abbia individuate significa che i controlli funzionano e posso dirle che nel mondo siamo gli unici a farli seriamente. Poi la regola è semplice: tolleranza zero, chi sbaglia paga, senza sconti per nessuno”.

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