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La Stampa

Sanna, appello ai consumatori. “A tavola storia e cultura, non abbiate paura a pagare” ... “Se i consumatori sapessero quanto lavoro, quanta storia, quanta cultura c’è in una bottiglia di vino non dovrebbero avere problemi a pagare il giusto”. Parola di Gavino Sanna, il guru della pubblicità, che dopo i decenni di successi nazionali e internazionali, è tornato a mettere radici nella sua terra, la Sardegna. Ottanta ettari di vigne e una cantina a Sant’Anna Arresi, nel sud dell’Isola, zona Sulcis, la terra dell’uva Carignano. “Un investimento, avviato quattro anni fa, che qualcuno potrebbe definire una follia senile e che invece mi sta impegnando e divertendo molto. Parlo con i contadini, mi confronto, cerco di imparare e di capire. Loro sanno molte cose più di me, io racconto loro quello che visto nel mondo, è un dialogo che ci accresce”. Sanna non vuole essere considerato il solito “cittadino” che gioca a fare il vignaiolo, una categoria che negli anni scorsi ha punteggiato la Penisola con alterne fortune. “La terra, le vigne non sono un giocattolo, vanno rispettate. Ho cercato di inserire i miei vini nella fascia media alta del mercato e mi sono inventato delle bottiglie dalla forma molto riconoscibile. Ho chiamato il mio Carignano “Buio” e il Vermentino “Opale”, il mio gioco è solo sui colori”. Dal suo studio pubblicitario milanese ha firmato campagne di promozione e spot milionari per i più svariati prodotti, ma per il vino vede una promozione soft, più basata sul passaparola e le emozioni. “I miglior testimonial sono le stesse bottiglie e il racconto che riescono a trasmettere, non userei personaggi noti per vendere il made in Italy enologico: il volto di un contadino sardo è molto più eloquente”. E sui prezzi? “C’è spazio per tutti, non amo le esagerazioni del momento. Meglio crescere a poco a poco dopo aver conquistato i propri estimatori”.

La situazione in Italia.

Produzione italiana vini e mosti. Dati in migliaia di ettolitri.

Piemonte: 2.480 (2008) - 2.858 (2009)

Valle d’Aosta: 17 (2008) - 22 (2009)

Lombardia: 1.250 (2008) - 1.277 (2009)

Trentino Alto Adige: 1.140 (2008) - 1.254 (2009)

Veneto: 8.119 (2008) - 8.174 (2009)

Friuli Venezia Giulia: 1.014 (2008) - 714 (2009)

Liguria: 71 (2008) - 83 (2009)

Emilia Romagna: 6.340 (2008) - 6.952 (2009)

Toscana: 2.800 (2008) - 2.772 (2009)

Umbria: 843 (2008) - 987 (2009)

Marche: 871 (2008) - 782 (2009)

Lazio: 1.797 (2008) - 1.527 (2009)

Abruzzo: 3.054 (2008) - 2.652 (2009)

Molise: 319 (2008) - 319 (2009)

Campania: 1.768 (2008) - 1.830 (2009)

Puglia: 6.949 (2008) - 5.920 (2009)

Basilicata: 208 (2008) - 144 (2009)

Calabria: 445 (2008) - 392 (2009)

Sicilia: 6.180 (2008) - 6.175 (2009)

Sardegna: 582 (2008) - 550 (2009).

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