La tavola non è soltanto il luogo dove si mangia, ma uno spazio in cui si intrecciano culture, identità, tradizioni e trasformazioni sociali. Attraverso oggetti, rituali della convivialità e testimonianze materiali, il modo di mangiare e condividere il pasto diventa una chiave privilegiata per leggere la storia e interpretare il presente. È questa la prospettiva che accomuna due mostre dedicate al rapporto tra cibo, società e cultura: “Geografie della Tavola. Design contemporaneo tra Europa e Asia”, fino all’8 novembre al Museo d’Arte Orientale di Venezia in occasione della Venice Design Week 2026, e “A Tavola! Cucina, cibo e gusto nell’Italia del Risorgimento”, ospitata fino al 4 aprile dal Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino.
A Venezia, la tavola è interpretata come luogo di incontro, relazione e scambio tra sensibilità diverse, in cui forme, materiali e tradizioni diventano espressione di nuovi linguaggi progettuali. Promossa da Arte e Design Venezia e dal Museo d’Arte Orientale, e curata dalla storica dell’arte e direttrice del Museo d’Arte Orientale Marta Boscolo Marchi, dall’architetta e fondatrice della Venice Design Week, Lisa Balasso, e dalle curatrici Irene Dubini e Gaia Dalicco, l’esposizione mette in dialogo le opere di designer contemporanei con le collezioni storiche del museo, esplorando le connessioni culturali tra Europa e Asia attraverso creazioni in vetro, ceramica, metallo e carta. Tra i designer selezionati figurano Yen Qin per Luzerne, con la linea “Dynasty”, che rende la tradizione culinaria il primo mezzo di contatto con la cultura cinese Peranakan: grazie a una sapiente scelta di materiali, colorazioni e motivi decorativi, dà vita a oggetti autentici che raccontano identità e memoria. Il gruppo giapponese “Triptych”, nato dalla collaborazione tra Hachiya, realtà del design contemporaneo, la storica Yamada Wood Shop di Kyoto e Tsutsumi Urushi, specialista nelle tradizionali lavorazioni in lacca, dimostra, invece, come artigianato e tradizione possano dialogare con l’efficienza contemporanea. I designer cinesi Tickle Quo e Tongqi Design presentano la “Slowly Rising Collection” e il “Rooted Catnip Vase”, opere in cui il vetro diventa strumento per richiamare l’importanza di ristabilire un rapporto più profondo con la natura e l’ambiente circostante. Con opere in rame placcato in argento, l’ungherese Brigitta B. Horváth esplora il tema della metamorfosi del mondo: “Planet Series, Moon 3” traduce questa ricerca in una forma lunare che evoca stabilità, ritmo e unicità. Il percorso evidenzia il rapporto tra artigianato, tradizione e sperimentazione, offrendo nuove letture del design contemporaneo e del suo ruolo come ponte tra mondi diversi. La mostra è anche un invito a riscoprire le collezioni custodite dal Museo d’Arte Orientale di Venezia, in particolare stoviglie e complementi d’arredo legati al cibo, come tazze e piatti in porcellana, versatoi per il tè e il sakè, set per banchetti all’aperto (sagejubako) in lacca e contenitori per il tè in polvere. Questi preziosi manufatti dialogano con le creazioni contemporanee, ispirando nuove interpretazioni dell’estetica orientale e mettendo in luce la continuità tra patrimonio storico e ricerca progettuale. Con “Geografie della Tavola. Design contemporaneo tra Europa e Asia”, Venezia e il Museo d’Arte Orientale rinnovano il proprio impegno nella costruzione di progettualità contemporanee, portando il design all’interno di uno spazio carico di storia, memoria e bellezza.
A Torino, invece, la mostra “A Tavola! Cucina, cibo e gusto nell’Italia del Risorgimento” ospitata al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano propone un viaggio nella storia della cultura gastronomica nazionale, curato dalla storica Ilaria Porciani, docente di Storia contemporanea all’Università di Bologna e studiosa dei rapporti tra cibo, cultura e identità nazionale. Attraverso documenti, oggetti e testimonianze, il percorso ripercorre l’evoluzione del cibo dalla fine del Settecento alla Prima Guerra Mondiale, restituendo la complessità di una cucina costruita dall’incontro tra tradizioni regionali, influenze internazionali, cambiamenti sociali e innovazioni produttive. La tavola diventa, così, uno strumento per leggere la formazione dell’identità italiana, dalle differenze tra le cucine locali alla progressiva affermazione di una cultura gastronomica comune. Al progetto partecipa Barilla con i patrimoni di Academia Barilla, Archivio Storico Barilla e Museo della Pasta, inseriti in un percorso che accosta ricettari, menù illustrati, dipinti, utensili e testimonianze della vita quotidiana. Dalle influenze francesi ai banchetti delle élite, dalla varietà delle tradizioni territoriali ai luoghi del consumo fuori casa, la mostra ricostruisce una vicenda in cui il cibo emerge come pratica quotidiana, espressione culturale e fenomeno sociale. Il racconto arriva fino alla Grande Guerra, quando anche l’alimentazione al fronte contribuisce a mettere in contatto uomini provenienti da regioni diverse e a diffondere abitudini comuni, mentre la pasta, le tecniche di conservazione e lo sviluppo dell’industria alimentare diventano elementi centrali di una trasformazione destinata a lasciare un segno profondo nella società italiana.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026