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TERRITORIO, DAZI E MERCATI

La Valpolicella corre sui mercati d’Italia e del mondo, trainata da Amarone e Ripasso

Ad “Anteprima Amarone” 2020 un territorio in ritrovata salute guarda al futuro, tra riflessioni sui disciplinari e sostenibilità, anche economica

Buone notizie dai mercati per la Valpolicella, territorio rossista pilastro della locomotiva Veneto, sotto i riflettori ad Anteprima Amarone. A raccontarlo i numeri di Nomisma Wine Monitor, che racconta che “dopo un 2018 difficile, l’export è ripartito positivamente con qualche ombra negli Usa - ha detto Andrea Sartori, presidente del Consorzio Vini Valpolicella - nonostante l’aumento di competizione sulle piazze estere, le congiunture negative e le guerre commerciali. Ora dobbiamo lavorare sul prezzo medio, un aspetto da migliorare in considerazione di un 2019 che ha visto prevalere la crescita dei volumi esportati (+7,2%) su quella del valore (+4%). Il Ripasso ha avuto una crescita più consistente e bilanciata (+9,9% valore e 8,9% in volume), mentre il fratello minore Valpolicella soffre un poco (+0,7% e -1%). La bella notizia, visto che quello domestico è comunque il mercato più importante, è che l’Amarone cresce in Italia con un incremento del 6,8% (+7,9% a volume)”.
Il mercato 2019 dell’Amarone ha un giro d’affari complessivo di 350 milioni di euro, e se la crescita della domanda del Belpaese ha comportato una lieve flessione dell’incidenza export rispetto al fatturato (62,4%), all’estero sono cresciute sia le destinazioni di sbocco storiche sia alcune aree emergenti. È il caso della Danimarca (+20% a valore), che supera al sesto posto il pur positivo mercato del Canada (+5%), ma anche del Giappone (nono), che entra nella top 10 dei buyer grazie a un incremento del 15%, e della Cina (ottava), che fa segnare un +5%, dato in controtendenza rispetto al calo degli ordini di vino europeo da parte del Dragone. Tra le piazze di sbocco, la Svezia - al quarto posto a +18% - si avvicina alla Svizzera (-6%), che lascia il gradino più basso del podio alla Gran Bretagna, a +18% e una quota di mercato che sale al 12,5%. In vetta al secondo posto rimangono gli Stati Uniti, nonostante una contrazione del 2% e la Germania, che vale il 16,3% delle vendite complessive all’estero grazie anche a un incremento del 6% delle vendite sul 2018.

“È indubbio per me che nel prossimo futuro - ha concluso Sartori (che non si ricandida alla presidenza del Consorzio, ndr) - ci sarà da lavorare ancora sui disciplinari per aumentare ulteriormente la qualità. Ed ancora c’è tanto da fare sulla promozione e sulla sostenibilità, su cui comunque con il protocollo RRR (Riduci, Risparmia, Rispetta) siamo avanti. Abbiamo un importante progetto con Avepa (Agenzia Veneta per i Pagamenti in Agricoltura): uno studio approfondito del territorio, per quanto riguarda la sostenibilità economica”.
Anteprima Amarone 2016 è stata anche l’occasione per un’analisi del contesto in cui il settore del vino italiano si muove con un videomessaggio del ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e un intervento (via skype) dell’eurodeputato Paolo De Castro.
La Ministra Teresa Bellanova ha sottolineato la centralità del nostro patrimonio enoico, ha rassicurato circa l’avanzamento dell’istituzione della “cabina di regia sul vino” e dei decreti applicativi del Testo Unico. Ha posto l’accento su altri temi quali la lotta alla contraffazione, il ritorno della cultura del vino nelle scuole, il rafforzamento della ricerca prevista dalla legge di bilancio e, circa la sostenibilità, ha annunciato come prossima la definizione del sistema unico di certificazione che farà chiarezza per i consumatori e semplificherà le incombenze per le aziende, rendendo anche più trasparente la dinamica dei prossimi finanziamenti europei.
“Da qui al 31 dicembre 2021 - ha rassicurato Paolo De Castro, coordinatore S&D alla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo - non ci saranno cambiamenti sugli scambi di beni, servizi e persone tra Ue e Uk. Il futuro dipenderà dagli accordi che sottoscriveremo da qui a un anno, tempo che secondo molti osservatori potrebbe non essere sufficiente anche se Boris Johnson ne è convinto. Sul fronte dei dazi imposti dagli Usa, per evitarne l’inasprimento proseguono gli incontri tra esponenti dei Governi e dell’Ue con gli americani. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, incontrerà nei prossimi giorni Donald Trump per scongiurare l’escalation dei dazi dal 25% al 100% e/o il cosiddetto “carosello”, cioè la rotazione dei dazi su vari prodotti. Gli Usa sono stati autorizzati dalla Corte dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto), a seguito della sentenza circa gli aiuti all’Airbus a loro favorevole, a porre le sanzioni all’Europa per un limite massimo di 7,5 miliardi di dollari, per ora recuperati dai nord americani per metà. Tra aprile e maggio è atteso il parere del Wto sul caso degli aiuti governativi Usa a Boeing che metterà l’Ue nella condizione di negoziare alla pari sui dazi imposti da Trump. Diversamente partirebbe un “ping pong” di dazi che non farebbe bene a nessuno. Peraltro l’Unione Europea potrebbe mettere in atto delle contromisure, come il blocco dell’ingresso in Europa della soia americana, che provocherebbero grossi danni all’economia agricola statunitense. Ma mi auguro che non si arrivi a questo”.
“La riforma della Politica Agricola Comune (Pac) europea sul vino - ha continuato De Castro - vive un momento delicato. Va applicato qualche strumento di programmazione produttiva e regolazione dell’offerta che aiutino produttori e Consorzi, come avvenuto nel settore lattiero-caseario. Cosa che in Francia e Spagna hanno già fatto interpretando in questo senso l’ultima rivisitazione della Pac 2014-2020”.

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