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IL CASO

L’Agcm ha avviato una istruttoria per presunto cartello nel settore del vetro cavo

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato cita “una presunta intesa restrittiva della concorrenza” sulle bottiglie per il vino
AGCOM, BOTTIGLIE, RINCARI, VETRO, vino, Italia
Bottiglie di vetro da vino nella foto di YuliiaKa su Freepik

Che le difficoltà del mondo del vino nel 2023 siano legate anche all’aumento dei costi non è certo una novità. Tra le spese schizzate in alto, ci sono quelle legate al vetro cavo per le bottiglie che hanno fatto segnare un aumento del 58% nell’arco di 18 mesi, e di cui un’azienda vitivinicola non può fare a meno. Ma ora, sul tema, più volte sollevato da diverse rappresentanze della filiera, è intervenuta, oggi, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcom) che ha comunicato l’avvio di una istruttoria per presunto cartello nel settore del vetro cavo.
“L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, si legge sul sito Agcm, grazie ad alcune segnalazioni, una delle quali pervenuta tramite la propria piattaforma di whistleblowing, ha avviato un’istruttoria nei confronti di Berlin Packaging Italy, Bormioli Luigi, O-I Italy, Verallia Italia, Vetreria Cooperativa Piegarese, Vetreria Etrusca, Vetri Speciali, Vetropack Italia e Zignago Vetro per una presunta intesa restrittiva della concorrenza nella vendita delle bottiglie di vetro. Secondo l’Autorità, le società si sarebbero coordinate, almeno a partire dal 2022, nel richiedere ai propri clienti analoghi aumenti di prezzo delle bottiglie di vetro nello stesso arco temporale. Questo coordinamento potrebbe essere il risultato di un accordo o di una pratica concordata per evitare il confronto concorrenziale tra i principali operatori del settore. I funzionari dell’Autorità, con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno svolto ispezioni nelle principali sedi delle società e di altri soggetti ritenuti in possesso di elementi utili all’istruttoria, tra cui Assovetro, l’Associazione Nazionali degli Industriali del Vetro”.
Coldiretti e Filiera Italia avevano evidenziato “l’anomalia in riferimento all’avvio dell’istruttoria da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per una presunta intesa restrittiva della concorrenza nella vendita delle bottiglie di vetro”, citando l’analisi del Centro Studi Divulga, su un campione di 300 aziende (periodo dicembre 2021 - maggio 2023), sottolineando che “se, nel 2022, il balzo dei costi è stato giustificato dai picchi di prezzo per l’elettricità (543 euro per megawattora) e per il gas (233 euro per megawattora), la successiva discesa delle quotazioni energetiche non ha avuto però effetti positive sui prezzi del vetro. A fronte dell’aumento dei costi, quest’anno, frenano le vendite all’estero, soprattutto negli Stati Uniti che rappresentano il principale mercato di sbocco del vino italiano con un crollo dell’8% nei primi 7 mesi 2023. Una difficoltà per un settore che è la prima voce dell’export agroalimentare nazionale, con un valore di 7,8 miliardi di euro, costretto ad affrontare, quest’anno, il pesante taglio dei raccolti provocato dai cambiamenti climatici. Il risultato è che, per la prima volta dopo 7 anni, l’Italia ha perso la leadership come produttore di vino in Europa e nel mondo con una produzione stimata di 43,9 milioni di ettolitri in calo del 12% sul 2022, mentre la Francia è diventata il primo produttore con 45 milioni di ettolitri, in aumento dell’1,5% sempre sull’anno precedente”.

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