Grazie a diversificazione, multifunzionalità e qualità, l’agricoltura italiana in Europa è riuscita a superare i limiti dimensionali e ad incrementare il valore aggiunto, raggiungendo la vetta in Ue. Lo evidenzia un’indagine Nomisma: l’Italia è leader per valore aggiunto per ettaro (quasi 3.500 euro contro i 1.900 di Germania, i 1.730 di Spagna e i 1.200 della Francia), e per valore aggiunto prodotto (media 2024/2025 pari ad oltre 41 miliardi di euro, contro i 32 di Francia e Germania. Un settore, quello agricolo, che tra trasversalità, innovazione e formazione, guarda al futuro da Fieragricola 2026, uno degli eventi più più longevi del settore, di scena da domani al 7 febbraio a Veronafiere a Verona, con l’edizione n. 117.
E con 816 espositori da 14 Paesi (con tutti i top brand presenti) nei segmenti della meccanica, zootecnia, colture specializzate come vigneto, frutteto e oliveto, energie rinnovabili, servizi, multifunzionalità delle imprese agricole. Confermato anche il salone Fieragricola Tech, dedicato a precision farming, digitalizzazione e robotica, smart irrigation, energie rinnovabili in agricoltura e biosolution. E con oltre con 136 convegni, approfondimenti e workshop, per una vera e propria “full innovation”, alla quale parteciperanno delegazioni e buyer internazionali, provenienti da 28 Paesi, grazie ad un programma di incoming gestito da Veronafiere in collaborazione con Ita-Italian Trade Agency, e con oltre 2.000 studenti degli istituti agrari attesi da ogni parte d’Italia.
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