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IL PROGETTO

L’enocatena Signorvino raddoppia: obiettivo 10 nuove aperture in Italia e all’estero entro il 2021

Già previste Bergamo, Parma e Roma. Luca Pizzighella: “il negozio fulcro dell’esperienza di Signorvino. L’approccio al vino sia semplice, non banale”
GIOVANI, LUCA PIZZIGHELLA, SIGNORVINO, vino, Italia
Luca Pizzighella, responsabile del progetto di Signorvino

Riportare tutti ad un approccio semplice, ma non banale, al vino, come espressione di storie e territori, ma anche di convivialità e benessere, con un progetto rivolto soprattutto ai giovani. Un progetto che fino ad oggi ha registrato un solido successo, una crescita costante, e che pianifica il futuro, tra nuove apertura in Italia e all’estero, ma non solo. Guarda al futuro Signorvino, l’unica enocatena d’Italia, fondata da “mister Calzedonia” Sandro Veronesi (con il figlio Federico Veronesi), e diretta da Luca Pizzighella, che oggi conta 16 store in tutta Italia, del Belpaese, da Milano a Verona, da Torino a Firenze, da Bologna a Brescia e non solo, con un giro d’affari su 35 milioni di euro (tra vino e ristorazione), oltre 1.500 etichette da tutto il Belpaese e non solo, e una squadra di 300 persone che, ogni giorno, si interfaccia con wine lovers più o meno giovani, o semplici consumatori di vino. E che punta ad aprire altri 10 locali tra il 2020 ed il 2021. In calendario ci sono già Bergamo (nel centro commerciale di Curno, il 28 novembre) e Parma (entrambe Città Creative per la Gastronomia dell’Unesco, con li recente ingresso della città lombarda, ndr), e soprattutto Roma (nella centralissima Piazza Barberini/Angolo Via Veneto), mentre, nei piani, ci sono altri due locali a Milano, uno, magari, sui Navigli, e uno in zona Corso Como. Ad anticiparlo, a WineNews, lo stesso Pizzighella. “Dopo aver raggiunto buoni risultati consolidati negli anni, vogliamo crescere ancora. A livello di location, abbiamo sempre puntato su luoghi iconici dei posti in cui abbiamo aperto, penso a Torino, che è una ex chiesa ortodossa, o a Firenze, dove abbiamo una delle poche, se non l’unica, terrazza sull’Arno aperta al pubblico, o qui a Merano”, dove lo abbiamo incontrato, e dove il locale si sviluppa sotto le arcate di uno storico palazzo del cuore della cittadina altoatesina.

“La nostra formula funziona, lavoriamo molto sul cibo, oltre che sul vino, ricercando prodotti che raccontino il territorio - spiega Pizzighella - anche grazie al lavoro dei nostri wine & food specialist Michele Marchesini e Paolo Parenti, ma anche sulla comunicazione, il cui responsabile è Enrico Giurdanella, per arrivare ai giovani in maniera diretta, o attraverso social ed influencer, per raccontare loro il vino ed il cibo italiano, lavorare su abbinamenti possibili anche quando si prende una bottiglia e si porta a casa. Il nostro obiettivo primario è sempre, prima di tutto far star bene il cliente, aiutarlo ad avvicinare un’offerta del vino che per volume, ma non solo, a volte allontana, spaventa. Per questo lavoriamo molto sull’aspetto del cibo, che aiuta molto, con la regia del responsabile dei nostri chef Matteo Del Canton, ma anche sulla formazione continua di chi lavora con noi, coordinata da Marco Ceschi, perchè nei nostri punti vendita il personale sia sempre in grado di trovare il vino giusto per il momento giusto. Perchè siamo convinti che non esista un vino migliore di un altro, ma che ci siano vini che uno preferisce non solo a seconda del proprio gusto, ma anche del momento. Come dire, pensiamo che sia possibile trovare una “destinazione d’uso” per ogni vino”.

E questo è possibile grazie anche allo studio dei comportamenti dei propri clienti, analizzati anche attraverso l’Osservatorio Signorvino.
“Abbiamo già lanciato una “fidelity card” che ha già 10.000 iscritti, e che ci consente di avere una migliore mappatura di quello che vogliono i nostri clienti - spiega Pizzighella - e migliorare il servizio che offriamo. Un servizio sempre più “omnichannel”, che prevede anche la spedizione a casa, e in tutto il mondo, dei vini acquistati nel locale, e così via. Tutto è pensato come un servizio: non vogliamo, per esempio, entrare in competizione sul mercato dell’e-commerce, perchè non è il nostro focus.Il nostro punto fermo è che il fulcro dell’esperienza di chi si rapporta con Signorvino deve essere sempre il locale”. E di locali, l’unica “eno-catena” italiana, come detto, è pronta ad aprirne altri, in Italia, ma anche all’estero, spiega Pizzighella, appena si presenterà la giusta occasione: “è un passo che vogliamo fare, ed in cui crediamo. Siamo cercando l’opportunità in migliore, sia in Paesi grandi che in mercati più piccoli”. Sempre con la stessa filosofia: rendere più semplice ed accessibile, ma mai banale, l’esperienza di un buon calice di vino.

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