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MERCATO E BOLLICINE

L’export 2023 degli spumanti italiani: meno quantità, ma crescono i valori sul 2022

Spediti 502,8 milioni di litri (-2,1%), per 2,2 miliardi di euro (+3,5%). Usa in calo, ma primo mercato. Crescono Uk e Germania, boom in Francia
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L’export 2023 degli spumanti italiani: meno quantità, ma crescono i valori sul 2022

502,8 milioni di litri (-2,1%), per 2,2 miliardi di euro (+3,5%) sul 2022: è il risultato all’export degli spumanti italiani nel 2023, che, dunque, se la cavano meglio in valore, ma peggio in quantità sul totale del vino italiano (a 7,7 miliardi di euro in valore, -0,8%, e 2,1 miliardi di litri in volume, -0,9%), di cui le bollicine tricolore, ormai, valgono poco meno di un quarto in volume, e poco più del 25% in valore, sul totale delle spedizioni di vino italiano nel mondo. Quadro che emerge da un approfondimento WineNews su dati Istat che, tra le altre cose, testimonia le maggiori difficoltà dei vini fermi, quanto meno in volume, sugli sparkling.
Guardando ad alcuni tra i mercati più importanti, gli Stati Uniti, nonostante un calo del -5,7%, restano il primo mercato in valore per gli spumanti d’Italia, a 492,7 milioni di euro, seguiti dal Regno Unito, a 411,2 (+3,3%), e dalla Germania a 145,8 milioni di euro (+5,9%). Ma la crescita più significativa, ed imputabile quasi totalmente al mondo Prosecco, è quella della Francia, a quota 130,3 milioni di euro, con un balzo del +25,6% sul 2022. Buona la crescita anche in Svizzera, con un +6,5% tocca quota 83,6 milioni di euro, mentre perde sensibilmente la Russia (che è anche tra i principali mercati mondiali dell’Asti, ndr), a 83 milioni di euro (-8,6%). Tra i principali mercati, sostanzialmente stabile il Canada, per gli spumanti italiani, con un valore di 58,1 milioni di euro (-3,7%). Malissimo l’Asia: il Giappone arretra a 37,6 milioni di euro (-15,7%), la Cina si ferma a 11,2 milioni di euro (-20,2%).

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