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Libero

Un sorriso americano per Francesca Moretti ... Gli Usa premiano le etichette Bellavista, Contadi
Castaldi, Petra e La Badiola. “Ma servono cuore e testa”... Spumante ambasciatore del Made in Italy... La Franciacorta compie cinquat’anni, ma stavolta ha il sorriso gentile di una giovane (e
bella) donna, figlia di Vittorio Moretti, il signore del nuovo spumante italiano. Proprio a Vinitaly Bellavista presenta la sua bottiglia più esclusiva: la Riserva Vittorio Moretti 2004. Ventimila pezzi, sette anni sui lieviti e la perizia di Mattia Vezzola per un must. Francesca ha assunto la responsabilità di Emozioni Tm: insomma vende le bottiglie
di famiglia: i Bellavista, Contadi Castaldi, Petra che è la “sua” cantina, un pezzo d’autore a
Suvereto firmata da Mario Botta e La Badiola, una piccola produzione in una grande tenuta che è anche un magnifico resort a Castiglion della Pescaia. Perché la filosofia di Terra Moretti è costruire qualità attraverso l’esclusività. Col tempo che ci vuole. Il Vinitaly è una doppia sessione di bilancio: consuntivo e preventivo. “Beh il successo della Fraciacorta è innegabile - sussurra Francesca che ha un sorriso quasi da Monna Lisa - e devo dire che per noi di Bellavista le cose sono andate bene. Siamo cresciuti del 2% di fatturato nel complesso. Che è un ottimo risultato per noi che siamo abituati a investimenti di lungo periodo. Siamo arrivati a 27,7 milioni di introiti nel settore vino e abbiamo profuso molte energie nel razionalizzare la rete distributiva. Cominciando dalla Germania”.

E il mercato che vi ha dato più soddisfazione?

“Direi gli Usa. Abbiamo aumentato del 30% il fatturato americano soprattutto con i vini toscani grazie anche alle ottime recensioni ricevute per Tenuta La Badiola da parte di “Wine Spectator” (Acquagiusta Igt Maremma Toscana Rosso 2007: 92punti) e per Petra da Robert Parker (Igt Petra 2007: 94 punti). Anche in questi primi mesi abbiamo avuto buone performaces. Direi che i mercati di rifeririferimento per noi sono la Germania la Gran Bretagna, gli Stati Uniti e il Giappone anche se ora mi dà dolore pensare alla sciagura di quel popolo”.

Ma business it’s business. O no?

“Il vino è prima di tutto sentimento. Certo il business conta, ma credo che noi italiani vendiamo
bene all’estero perché portiamo passione. Ed emozioni. E del resto così abbiamo chiamato il nostro settore vino”.

Quanto alle altre cantine di Terra Moretti?

“Per Contadi Castaldi abbiamo l’ambizione di vendere un milione di bottiglie. È la nostra linea
giovane e con iniziative come A scuola di cuvée e Cuvè Design vediamo che molti giovani si accostano ai nostri spumanti. Petra invece sta crescendo molto in “autorevolezza”. Presentiamo tre vini monovarietali Alto (Sangiovese), Potenti (Cab sauv) e Quercegobbe (Merlot). Questa triade rafforza l’identità del vino Petra (Cabernet e Merlot) e porta l’attenzione sull’unicità del terroir di Suvereto. E proprio al Vinitaly abbiamo presentato le degustazioni di Petra guidate da Pascal Chatonnet che è il nostro consulente enologo e che firma per
cantine come Vega Sicilia, Cos d’Estournel, Château Issan, Altair , Mission Hill. Infine per la
Badiola già il traguardo di centomila bottiglie vendute ci ha dato la sensazione che sono vini che possono solo crescere”.

Detto tutto questo come sta il vino?

“Comunque bene, è una straordinaria avventura di cuore, terra e testa. E tempo. Noi abbiamo tutto questo”.

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